Gruppo di Ricerca: PEDAGOGIA DELLE INFANZIE

Il gruppo, coordinato da Silvia Demozzi, promuove ricerche e formazione sull’infanzia nei contesti educativi. La riflessione è sulle infanzie “al plurale” e si snoda cercando di intercettare peculiarità e differenze di questa fase della vita, nonché di garantirne e tutelarne diritti e necessità.

Temi principali:
- I bambini e le bambine e le loro infanzie tra consumismo e nuove povertà.
- Infanzie, diritti e tutele: i bambini e le bambine come cittadini interpellano la società adulta.
- Bambini e bambine e partecipazione.
- Bambini e bambine di culture diverse: pratiche di mediazione, gestione dei conflitti e processi di inclusione socio-educativa.
- Corpi bambini: alimentazione, precoce sessualizzazione e “iper-agonismo sportivo”.
- Bambini e bambine di fronte alla malattia grave, all'ospedalizzazione e alla morte.
- Vecchie e nuove forme di adultizzazione delle infanzie: spettacolarizzazione, pedo-pornografia, introduzione precoce alla criminalità, sfruttamento del lavoro minorile.
- Esposizione ai media e alla tecnologia; sharenting e vetrinizzazione.
- Bullismo, omofobia e discriminazioni di genere e sessuali.
- Pratiche di indagine filosofica con l’infanzia.

RICERCHE CONCLUSE 

 

Progetto di ricerca FarFilò, Filosofia e Pedagogia con i bambini (2017-2019)

Il progetto è risultato vincitore del bando competitivo Alma Idea dell’Università di Bologna.

FarFilò (il nome si rifà alla tradizione popolare contadina delle riflessioni tra donne durante la filatura) è un progetto interdisciplinare che coinvolge filosofia e pedagogia nato per elaborare una proposta educativa in cui la filosofia è declinata per l’infanzia. Un gruppo di dottorandi, assegnisti, ricercatori e professori dell'Università di Bologna che fanno ricerca in filosofia e pedagogia ha avviato il progetto a gennaio 2017. Il progetto ha vinto un finanziamento all'interno del Programma competitivo Alma Idea per il supporto alla ricerca di base. L'obiettivo del programma è quello di supportare idee innovative che evidenzino potenzialità a lungo termine, in particolare con riferimento alla possibilità di accedere a ulteriori finanziamenti nell’ambito di programmi competitivi.

Corpi bambini. Sprechi di Infanzie (2011-2013)

Il progetto indaga le diverse condizioni di infanzia a partire dai “suoi” corpi, cercando di costruire una fenomenologia delle “immagini” attraverso cui essi abitano i contesti della post-modernità. A partire dai loro corpi per accendere i riflettori sul rischio di una reale scomparsa della loro infanzia e per denunciare l'urgenza, per la nostra società, di una assunzione di responsabilità volta ad arginare questo rischio.
www.corpibambini.wordpress.com

Cure in educazione: prospettive interdisciplinari nello studio dei servizi e delle istituzioni educative per bambini (2008-2011)
Il progetto di ricerca prevede di utilizzare un'ottica di sistema, ponendo il bambino al centro della rete di relazioni tra educatori/insegnanti, genitori (padri, madri, nonni), coordinatori pedagogici ed altre figure di sistema. Il tema dell'autonomia e della responsabilità reciproca rispetto al progetto educativo che coinvolge l'alunno sarà approfondito considerando gli aspetti della professione (educatori/insegnanti),  della genitorialità (padri/madri/nonni),  delle priorità individuate da entrambi, della organizzazione istituzionale dei contesti educativi. Saranno altresì prese in considerazione le culture che caratterizzano i contesti educativi indagati e le rappresentazioni che emergono da queste reti relazionali e dai rapporti di cura e di aiuto.

Infanzia e malattie emorragiche congenite. Il punto di vista degli insegnanti attraverso i dati di una ricerca (2008-2009)
Per monitorare questi aspetti legati alla vita scolastica, nel 2008 è stata realizzata un’indagine sul campo che ha coinvolto insegnanti di scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado della Provincia di Bologna che hanno in classe un/a bambino/a affetti da Mec. Le rilevazioni effettuate tramite interviste semi strutturate hanno avuto i seguenti obiettivi: verificare l’esistenza di rappresentazioni “distorte” delle patologie ed eventuali pregiudizi esistenti; analizzare il processo informativo attraverso cui i docenti conoscono la situazione del bambino e vengono informati sulle Mec; rilevare i nodi problematici e punti di forza, che qualificano negativamente o positivamente le relazione scuola-famiglia; monitorare l’esistenza di pregiudizi in merito alle capacità cognitive dei bambini; verificare se, secondo i docenti, la malattia influisce sulla qualità della relazione educativa, indagando, in particolare, sugli aspetti comunicativi; rilevare eventuali problematiche di integrazione nel gruppo dei pari; verificare se l’adozione di strategie per permettere una migliore integrazione o lo svolgimento delle attività didattiche, ludiche e sportive; rilevare i bisogni formativi e informativi dei docenti.

Contatti

Silvia Demozzi

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