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Centro

Il CESAF nasce nel 2009 dalla collaborazione tra la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna e l’Ente per la formazione professionale Cooperativa Sociale CEIS Formazione con una focalizzazione sul tema delle dipendenze. Dal 2013, con la chiusura delle Facoltà, si istituisce come centro di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G. M. Bertin”.

Negli anni ha ampliato i suoi ambiti di interesse, anche in virtù di una forte connessione con il corso di laurea magistrale di Progettazione e gestione dell'intervento educativo nel disagio sociale. Oggi il CESAF (Centro Studi e Alta Formazione: Disagio - Dipendenze - Educazione) è un centro interdisciplinare di ricerca dedicato agli interventi preventivi e riabilitativi nelle situazioni di disagio psicosociale in cui la progettazione e l’azione educativa vanno ad integrarsi con quella di altre professionalità, in una logica di rete di servizi.

 

Le modalità organizzative e le attività promosse del centro rispondono alle seguenti finalità:

Il CESAF si focalizza principalmente sulle seguenti aree tematiche:

  • promuovere ed organizzare la collaborazione di docenti e ricercatori dell'Università e di esperti esterni sui temi intersettoriali inerenti la professionalizzazione della formazione universitaria, la progettazione, la sperimentazione e la formazione avanzata per sostenere lo sviluppo degli interventi del settore, la specializzazione professionale e l’interdisciplinarietà a livello sociale, clinico, educativo e gestionale.
  • promuovere ed organizzare la ricerca e la divulgazione scientifica nei settori di propria competenza.
  • promuovere l’internazionalizzazione del Centro favorendo rapporti con gruppi di ricerca di altre Università, associazioni, enti nazionali ed internazionali, ed esperti di discipline pertinenti.

 

Il CESAF si focalizza principalmente sulle seguenti aree tematiche:

  • dipendenze da sostanze e comportamenti e nuovi stili di consumo;
  • prevenzione del disagio in adolescenza;
  • comunità per minori e multiutenza;
  • interventi educativi domiciliari;
  • aspetti rieducativi connessi alle esperienze carcerarie e alle misure alternative;
  • multiculturalità e supporto nei processi di integrazione;
  • interventi di appoggio alle comunità locali sui temi della disuguaglianza e marginalizzazione;
  • interventi riabilitativi in ambito psichiatrico.