FAMIGLIE E INTERVENTI EDUCATIVI

Le ricerche sono realizzate in differenti contesti che la vedono coinvolta oltre le mura domestiche, in ambito educativo, scolastico e socio-sanitario. Sono finalizzate a concorrere e a fondare scientificamente metodologie didattiche innovative e inclusive, proponendo percorsi di ricerca-formazione.

COORDINATRICE: Roberta Caldin

TEMI DI RICERCA:

  1. Figli preadolescenti con disabilità rara/complessa e operatori socio-sanitari
  2. Essere figli di genitori con disabilità

 

1) Percorsi di cura, di inclusione scolastica e sociale nelle situazioni di malattia infiammatoria cronica intestinale in preadolescenza e adolescenza.
Responsabili scientifiche: Roberta Caldin e Anna Pileri

Parole chiave: ragazzi e ragazze con MICI (Malattie Croniche Intestinali), co-educazione, interazioni, inclusione, reti.
Il dialogo tra Medicina e Pedagogia familiare (Gambacorta-Passerini, 2016), tra Medicina e Pedagogia Speciale richiede una costante lettura attraverso ricerche mirate a promuovere un Progetto di vita rispondente ai bisogni specifici dei bambini/e e dei ragazzi/e (Montanari, 2020b) con patologie complesse, che implicano un iter medico-sanitario costante spesso caratterizzato da frequenti visite di follow up e anche periodi di ospedalizzazione. In tale prospettiva, assume forte rilevanza un’efficace e funzionale interazione costituita dallo scambio di informazioni e di comunicazioni tra le istituzioni medica, familiare e scolastica per riuscire a mettere in rete gli interventi tra settori che, seppur differenti, condividono un obiettivo comune: il benessere e la qualità della vita di chi affronta una patologia complessa. Questo in linea con la prospettiva bio-psico-sociale (ICF, 2001) che sottolinea, appunto, la rilevanza dell’assunzione di un approccio sistemico capace di rendere gli interventi coerenti e complementari tra loro (Bocci, 2019). Queste le ragioni pedagogiche e gli intenti che guideranno una ricerca quali-quantitativa che si avvarrà di dispositivi che attengono a entrambi le matrici (Sileverman, 2008), al fine di rendere più completo il corpus dei dati e la relativa analisi del fuoco tematico scelto. Si realizzerà, poi, una review scientifica nazionale e internazionale per proseguire con interviste semi-strutturate rivolte a un campione significativo di ragazzi e alle ragazze (10-18 anni) con MICI, ai loro genitori e allo staff medico-sanitario. In un secondo step sarà coinvolto il personale scolastico anche attraverso la somministrazione di un questionario che includerà domande a risposta aperta (Caldin, Pileri Anna, 2021).

 Bibliografia essenziale

Bocci F., La vulnerabilità e la cura, in S Besio, R. Caldin (a cura di), La Pedagogia Speciale in dialogo con altre discipline.  Intersezioni, ibridazioni e alfabeti possibili, Guerini Scientifica, Milano, 2019, pp. 165-177.

Caldin Roberta, Pileri Anna, Disabilità complessa. Impegni di alleanza tra famiglia, scuola e servizi sociosanitari, «DIDA», 2021, 12, pp. 30 – 35

Gambacorta-Passerini M. B., Pedagogia e medicina: un incontro possibile. Un'esperienza di ricerca in salute mentale, Francoangeli. 2016.

Montanari M., I bisogni educativi nella scuola e i contesti inclusivi. Alcune indagini esplorative sul territorio, Francoangeli, 2020.

Silverman D., Manuale di ricerca sociale e qualitativa, Carrocci, 2008.

 

 2) Essere figli di genitori con disabilità. Esperienze e vissuti.
Responsabili scientifiche: Roberta Caldin e Anna Pileri

Parole chiave: genitori, disabilità, figli, esperienze e vissuti
La presente ricerca, che verrà attivata a conclusione della precedente, intende occuparsi di un campo che riteniamo non essere sufficientemente investigato in Italia: i figli di genitori con disabilità. Analizzando la letteratura nazionale, essa tende a restringersi notevolmente quando si tratta di trovare indagini sul tema menzionato; quella internazionale, sebbene più ampia rispetto a quella italiana, fa emergere le seguenti lacune che risultano anche in quella nazionale: scarsità di corpus dati e relative analisi, in particolare relativamente ai padri con disabilità. In Italia, un aspetto evidenziato dall’indagine bibliografica attiene al fatto che lo sguardo investigativo sulle famiglie con disabilità è andato modificandosi nel tempo (Caldin, Giaconi, a cura di, 2021,a) e b)]. Se in passato, nei primi studi, la disabilità nel nucleo familiare veniva inquadrata come presenza disabilitante per tutti i membri (Holroyd, 1974), oggi la ricerca compie uno step decisivo rispetto a un approccio che tende, invece, a rivolgere attenzione ai processi inclusivi e alle risorse che la famiglia mette in atto per fronteggiare la situazione che, seppur complessa, non esclude possibilità di attivare risorse e significati inediti e, non secondariamente, dimensioni di felicità e di benessere familiare. A partire dalle istanze menzionate, è nostro intento dedicarci allo studio delle variabili che possono incidere favorevolmente -o non- sui vissuti dei figli di genitori con disabilità e sulle interazioni in famiglia. Questo, al fine di far emergere patterns che possono risultare proficui anche a chi si prende cura in qualità di educatore, insegnante, pedagogista ecc. del percorso inclusivo di queste famiglie.

 Bibliografia essenziale

a) Caldin Roberta; Giaconi Catia, a cura di, Disabilità e cicli di vita. Le famiglie tra seduttivi immaginari e plausibili realtà, Milano, FrancoAngeli, 2021, pp. 217.

b) Caldin Roberta; Giaconi Catia, a cura di, Pedagogia Speciale, famiglie e territori: sfide e prospettive, Milano, FrancoAngeli, 2021, pp. 265.

Holroyd J., The Questionnaire on Resources and Stress: An instrument to measure family response to a handicapped family member, Journal of Community Psychology 2(1): 92-94, 1974.