La storia

Istituito nel 2006 come Centro di Studi e Ricerche di Ateneo e successivamente del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC), il CSI si è connotato come un luogo qualificato di aggregazione scientifica multiprofessionale e interdisciplinare, dove l’analisi dei meccanismi che producono disuguaglianze - a livello sia globale che locale - si è unita alla ricerca di strategie di promozione della salute, con particolare attenzione alle fasce sociali più vulnerabili.

La cooperazione con enti e istituzioni nazionali e internazionali ha permesso il confronto e l’elaborazione congiunta di modelli e strumenti innovativi utili a rispondere a tali sfide, rappresentando un’importante risorsa nella strategia di internazionalizzazione e di terza missione dell’Ateneo.

Dalla sua fondazione, il CSI ha promosso e coordinato:

  • attività di ricerca, formazione e intervento nel campo della salute globale; dell’organizzazione, gestione, sviluppo e valutazione dei servizi sanitari, a livello locale, nazionale e internazionale;

  • attività nell’ambito della cooperazione internazionale e della migrazione;

  • l’introduzione di nuovi approcci teorici e metodologie didattiche nei curricula degli studenti di ambito medico-sanitario e di altri Corsi di Studio, dei percorsi di formazione post-laurea e di formazione medica continua;

  • attività di mobilità, nel quadro di accordi internazionali, di studenti, docenti e professionisti;

  • attività di tirocinio finalizzate a tesi di ricerca per studenti dei Corsi di Studio del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà (DiSCi) e della Scuola di Medicina e Chirurgia.

Le modalità attuative hanno compreso: 1) la partecipazione a bandi di finanziamento della ricerca applicata/traslazionale a livello regionale, nazionale ed europeo/internazionale; 2) il rafforzamento della collaborazione con le istituzioni regionali (Agenzia Sociale e Sanitaria Regionale dell'Emilia-Romagna e AUSL del territorio); 3) l’ampliamento della rete internazionale in cui il CSI è inserito, anche tramite la costituzione del Laboratorio Italo-Brasiliano di Ricerca, Formazione e Pratiche in Salute Collettiva, che ha permesso il potenziamento degli scambi (di personale e di conoscenze) e delle collaborazioni, ai fini di formazione e ricerca.