Riscopriamo la città - 2019

  • Ritratto di signora

  • Lastre a gelatina Cappelli

  • Ritratto di signore a Piazza Maggiore

  • Lastre del dottor Désiré van Monckhoven

  • Di fronte a Palazzo d'Accursio

  • Lastre danneggiate

La Fondazione Carisbo ha proclamato, tra i vincitori del bando Riscopriamo la città 2019, il progetto “Beni culturali” mobili bolognesi dell’età carducciana da conservare, restaurare e rendere fruibili: l’archivio fotografico (lastre) di Olindo Guerrini. Aspetti della fotografia urbana bolognese di fine Ottocento: una scelta dall’Archivio fotografico di Olindo Guerrini (lastre da restaurare).

Il progetto, che ha come capofila la Biblioteca Universitaria di Bologna, vede il nostro Centro di Ricerca come principale collaboratore.

Le sorelle Liliana e Paola Foresti-Forti, che qui ringraziamo, hanno disposto la donazione di circa 1250 lastre impresse da Olindo Guerrini, grande appassionato di fotografia e, potremmo dire, quasi pioniere dell'arte stessa nella Bologna di fine Ottocento. Alcune di queste lastre (circa 300) versano in cattive condizioni: lo scopo finale del lavoro congiunto della BUB e del Laboratorio Guerrini è dunque il restauro, la conservazione e la pubblicazione di questo materiale, in grandissima parte inedito.

L'intero archivio sarà fruibile sul sito della Biblioteca, nell'apposita sezione, a partire dal 2021, così come gli album tematici, messi a punto dal nostro Centro di Ricerca e pubblicati su questo sito.

 

 

NOTIZIE DAL CANTIERE GUERRINIANO (15/10/2020)

Aspetti della fotografia urbana bolognese di fine Ottocento: una scelta dall’Archivio fotografico di Olindo Guerrini (lastre da restaurare)

 

 Nel periodo della storia culturale bolognese per tanti versi aureo che siamo soliti definire età carducciana, emergono nuovi “beni culturali” mobili. Nel quadro di uno sviluppo tecnico e sociale della fotografia, rapido e intenso in quei decenni, siamo di fronte alla privilegiata possibilità di attingere a un Archivio privato ancora in gran parte inedito (perché bisognoso di restauro e forme di conservazione adeguate) di lastre fotografiche (1250 circa) dello scorcio ottocentesco e primo novecentesco. L’autore degli scatti è un “dilettante”, ma non un dilettante qualsiasi. Si tratta di Olindo Guerrini che sappiamo protagonista di primo piano del primato poetico di Bologna in quegli anni e insieme capofila di un’erudizione e di un gusto documentario che lo colloca in pieno fra i migliori sodali di Carducci.

Della suddetta possibilità occorre essere grati a Liliana e Paola Foresti Forti, eredi Guerrini, che hanno avviato a favore della Biblioteca Universitaria di Bologna un procedimento di donazione dei materiali fotografici conservati nel Fondo Guerrini bolognese. La donazione è stata la base su cui costruire il progetto approvato e finanziato dalla Fondazione Carisbo del quale di qui a qualche mese si vedranno i risultati: dal restauro e dalla catalogazione delle lastre alla loro fruizione pubblica tramite mostre e cataloghi tematici (digitali e a stampa) degli “oggetti” sorpresi e immortalati dal non consueto “punto di vista” del fotografo Olindo (scorci bolognesi e campagnoli, figure in movimento e atmosfere suggestive).

Va poi segnalato che le stesse eredi si apprestano a preparare anche la donazione alla BUB della ricca biblioteca personale di Guerrini (oltre 10.000 volumi): tanto più perché alla generosità delle signore Foresti Forti corrisponde un’iniziativa adeguata dell’Ateneo bolognese consistente nella trasformazione di una sala di Palazzo Poggi adiacente all’Aula Carducci in una virtuale «Stanza di Olindo» arredata di sue suppellettili e tappezzata dei suoi libri. La prima e provvisoria inventariazione conoscitiva della biblioteca, concordata fra le eredi e la BUB, ha fra l’altro messo in luce la presenza di alcuni volumi che la morte del Poeta, ancora residente all’interno dell’edificio dell’istituzione bibliotecaria, sorprese sulla scrivania privata dell’ex direttore; cosicché il prolungato prestito di tomi compagni dell’ultimissima attività erudita di Olindo ora si scioglierà regolarmente nel passaggio alla BUB di tutti i suoi libri. Un vero e proprio ritorno a casa dunque, fra foto e patrimonio librario, di ciò che il direttore-poeta amava di più.

Chi, come noi coordinatori e ricercatori del Centro studi Laboratorio Guerrini nato in occasione del centenario della morte di Olindo avvenuta nel 1916, ha potuto avviare il riesame dell’opera e della biografia guerriniana istituzionalizzata con il controcanto dello straordinario back stage rappresentato dal Fondo bolognese di carteggi, carte, libri, giornali, documenti musicali, collezioni di manuali gastronomici, e non ultimo l’archivio fotografico, ha ben presto constatato che, con Guerrini al timone, la Biblioteca Universitaria bolognese non fu forse un modello di conduzione biblioteconomica – né poteva esserlo per la complessità del momento storico, le costanti difficoltà finanziarie dell’ente e anche per lo stile non certo convenzionale di un tale direttore – ma fu senz’altro dall’ultimo scorcio degli anni Settanta un laboratorio di varia cultura con una rete di scambi internazionali, un punto di riferimento per l’Università e per la Città, una sede progettuale che, con figure come Carducci, Guerrini, Corrado Ricci, Alberto Bacchi della Lega e più avanti Alfonso Rubbiani, aveva il suo prolungamento nella Deputazione di Storia Patria per le province di Romagna e nel lungo lavorio per la preparazione dell’Ottavo Centenario dell’Ateneo bolognese del 1888.

Se di questo quadro storico-culturale con forti interessi politico-sociali Carducci era l’elemento di stabilità per così dire “monumentale”, Guerrini era il motore della molteplicità degli indirizzi, sempre pronto da un canto a impostare ponderosi lavori eruditi e dall’altro a immaginare iniziative sperimentali, umoristiche, trasgressive se non addirittura burlesche: basti pensare alla vicenda di quel Giobbe ideato con Corrado Ricci che polarizzò per un paio d’anni all’inizio degli Ottanta curiosità e dibattiti nazionali sull’identità degli autori e sul modo di fare e di leggere criticamente la letteratura.

Nello stesso periodo, la prosa raffinata e disinvolta del direttore della Biblioteca Universitaria esercitata su recensioni, pagine critiche, discussioni letterarie, interventi di varia cultura in area socio-politica, prefazioni e commenti a edizioni più o meno economiche di classici non solo italiani inondava con costante successo colonne di periodici e collane editoriali.

Una penna dunque sempre arguta frutto di uno sguardo per lo più da “umorista” in senso tecnico, che vede oltre le apparenze e affianca ad ogni situazione la sua contraddizione, e che delinea una “esperienza” della contemplazione del mondo, originale per il posizionamento inconsueto del “punto di vista”.

Se questo è il ritratto che esce dal recente riesame della sua vita, della sua figura di intellettuale, della sua ricezione come poeta; il recupero, ma soprattutto l’approfondimento in termini culturali e storico-sociologici del suo archivio fotografico, per la gran parte inedito, si annunciano di straordinario interesse

Come è noto, Guerrini nel 1896 fu proclamato per acclamazione presidente del condendo Circolo Fotografico Bolognese, proprio negli stessi anni in cui la recente passione per la bicicletta collegata alla sua permanente notorietà lo conduceva ai vertici del Touring Club Italiano. Tutto ciò a conferma della caratteristica fondamentale della multiforme intelligenza di Olindo: l’adesione al proprio tempo, sia che questo si batta per conservare la tradizione storico-culturale, sia che si slanci nella strumentazione tecnologica più avanzata verso il futuro.