Progetti

PRIN2017: L'alba dell'editoria italiana. Tecnologia, testi e libri nell'Italia centrale e settentrionale nei secoli XV e XVI 

 Ente finanziatore: Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR)

 Coordinamento nazionale: prof. Edoardo Barbieri (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano-Brescia)

 

L'alba dell'editoria italiana. Tecnologia, testi e libri nell'Italia centrale e settentrionale nei secoli XV e XVI è un progetto di ricerca destinato all'analisi della storia della produzione libraria dal XV secolo fino all'inizio del XVI secolo nell'Italia centrale e settentrionale. Sarà esaminato e analiticamente descritto l’apporto fornito dai centri culturali di maggiore rilievo, in particolare Milano, Venezia e Bologna, cui si aggiungeranno alcune città e regioni minori, che comunque hanno ricoperto un ruolo di notevole interesse, come Perugia e l'Umbria.

Lo studio, tuttavia, intende andare oltre il limite cronologico convenzionale del 1500 fissato per gli incunaboli, includendo l'intera produzione della prima edizione di Aldine (1494/95–1515) e il suo contributo alla nascita del libro moderno. Il progetto documenterà e descriverà la diffusione di questi primi manufatti stampati in termini di lettura ed erudizione, senza dimenticare il ruolo significativo del collezionista.

Un'attenzione particolare sarà data alla produzione di libri in alfabeti non latini, sia per quanto riguarda le tipologie che le diverse lingue che si sono espresse attraverso le tipografie italiane.

Quattro le unità coinvolte nel progetto, facenti capo ad altrettanti poli universitari italiani:

Unità di Udine, coordinatore: prof. Neil Harris

Unità di Milano (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano-Brescia), coordinatore: prof. Edoardo Barbieri

Unità di Bologna, coordinatore: prof. Paolo Tinti

Unità di Roma (Libera Università Maria Santissima Assunta, LUMSA), coordinatore: prof.ssa Patrizia Bertini Malgarini

 

L'unità di ricerca bolognese, diretta dal prof. Paolo Tinti, si presenta così composta:

Saverio Campanini (Università di Bologna)

Annalisa Battini (Biblioteca Estense Universitaria di Modena)

Patrizia Cremonini (Archivio di Stato di Modena)

Federica Fabbri (Università di Bologna)

Giacomo Nerozzi (Biblioteca Universitaria di Bologna)

Chiara Reatti (Università di Bologna) 

Il gruppo di ricerca si occuperà dello studio e della descrizione analitica degli incunaboli stampati nella città di Bologna e in altri importanti centri dell’Emilia, quali Modena e Reggio; sarà altresì presa in considerazione la produzione libraria dell’abbazia di Nonantola e dei territori di San Cesario sul Panaro e Scandiano.

Biblioteca del Monastero di San Pietro, Modena

 Ente finanziatore: Abbazia benedettina di San Pietro, Modena; CERI - Conferenza Episcopale Italiana 

Coordinatore: prof. Paolo Tinti (Università di Bologna) 

Responsabile biblioteca: Stefano De Pascalis OSB

Incaricata: dott.ssa Chiara Reatti (Università di Bologna)

 

Costituitasi nel tardo Medioevo, la biblioteca rifiorì a partire dall'età moderna, come provano le liste vaticane di fine Cinquecento (Vat. Lat. 11269 cc. 270r-286v). 

Nel 1639, sotto l'abate Leone Pavoni da Todi, furono avviati i lavori di costruzione della nuova librarìa, terminata entro il 1640. A pochi anni di distanza, tuttavia, le vicissitudini belliche del Ducato estense causarono difficoltà economiche al monastero, che dovette procedere ad alienazioni di libri. Tra il 1760 e il 1765 il bibliotecario Bruno Solaro curò la Bibliographia S. Petri Mutinensis (oggi conservata all'Archivio di Stato di Modena), un catalogo che annovera quasi 5.600 volumi. Con la soppressione napoleonica del 1798 gran parte dei libri furono trasferiti all'Accademia di Belle Arti e alle biblioteche Estense e Universitaria, mentre i doppi furono immessi sul mercato antiquario. Durante la Restaurazione la biblioteca fu ricostituita a partire dai volumi scampati alle dispersioni e incrementata con nuove acquisizioni. Le nuove soppressioni decretate dopo l’Unità d’Italia causarono ancora una volta un impoverimento del patrimonio librario ma nel corso del Novecento si costituì un nuovo nucleo che richiamò antiche edizioni, anche del XVI secolo.

Il progetto di apertura e valorizzazione della Biblioteca, avviato nel 2016 grazie a finanziamenti della Conferenza Episcopale Italiana che hanno permesso la catalogazione bibliografica e l’ingresso nell’Opac SBN, mira a promuovere la conoscenza e la fruizione di questo patrimonio librario e si inquadra nella più ampia cornice di valorizzazione del patrimonio culturale del Monastero, e del suo impatto sul tessuto urbano e sociale di Modena.

L’Emilia-Romagna è stata una terra importante per Dante, a tutti gli effetti una seconda patria. Nella regione “tra ’l Po e ’l monte e la marina e ’l Reno”, come egli stesso la definì nel XIV canto del Purgatorio, il Poeta soggiornò a più riprese e trascorse gli ultimi anni della sua sofferta esistenza da esule. Preziosi manoscritti delle opere di Dante e varie altre testimonianze storiche, documentarie, letterarie e artistiche dantesche proliferarono rapidamente a partire dal tempo e dai luoghi dell’ultimo esilio del Poeta e sopravvivono ancora oggi nelle biblioteche e negli archivi delle città lungo l’antico asse o al margine della Via Emilia, da Piacenza a Rimini, passando per Parma, Modena, Bologna, Imola, Ferrara, Ravenna, Forlì e Cesena.

Per valorizzare questo rilevante patrimonio il Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con la Società Dantesca Italiana, in occasione del settimo centenario della morte di Dante (1321-2021), ha ideato un percorso espositivo diffuso, affinché ciascuna sede di conservazione diventi teatro illustrativo del patrimonio e di iniziative scientifiche e didattiche.

Ideato da Alberto Casadei e curato da Gabriella Albanese, Sandro Bertelli e Paolo Pontari, il percorso espositivo su Dante e la Divina Commedia in Emilia-Romagna si snoda in un fil rouge che accomuna tutti gli eventi, costituito dallo studio della tradizione, della ricezione e dei contesti danteschi fino all’Umanesimo.

Sono complessivamente 14 le mostre che prevedono l’esposizione di manoscritti, incunaboli e cinquecentine della Commedia e di altre opere dantesche, allestite in un arco temporale che va dal Dantedì 2021 e si prolunga sino ai primi mesi del 2022.

Al prof. Paolo Tinti è stato affidato il coordinamento scientifico della schedatura di tutti gli incunaboli custoditi nella Regione.