Educazione e app per l’infanzia (T@blettiamo al nido)

Fin dai primi mesi di vita l’infanzia contemporanea vive immersa in ambienti in cui personal device, quali smartphone e tablet, sono presenti e vengono utilizzati quotidianamente. Nelle esperienze precoci di bambini e bambine rientrano, quindi, l’osservazione e l’esplorazione degli strumenti tecnologici, influenzandone abitudini, regole, modalità di interazione con gli altri: crescono in un universo di codici e di linguaggi nuovi, di nuove competenze, nuove modalità ludiche, nuovi ruoli. E questa frequentazione quotidiana avviene in contesti formali e informali (casa, servizi per l'infanzia, musei, uffici pubblici, sale d’attesa, ospedali, ecc.), con tecnologie che utilizzano anche da soli, in spazi animati digitalmente in cui giocano con le app, ascoltano musica, guardano video, colorano schermi, scattano foto. Tuttavia, nei contesti formali dell’educazione le tecnologie vengono viste come estranee all’esperienza di sviluppo dei bambini. Anzi, spesso sono proprio i servizi educativi, in particolari i nidi, e le famiglie a rimarcare l’importanza di evitare l’uso dei nuovi media negli ambienti formali dell’educazione, dove invece si deve giocare, manipolare, socializzare “realmente e non virtualmente”, mentre a casa ci si lascia intrattenere dall’animazione digitale delle app, baby-sitter dell’era moderna.

L’utilizzo frequente di device (in particolare smartphone e tablet) da parte dei piccolissimi, sia da attori, sia da spettatori, apre questioni rilevanti nel dibattito pedagogico ed educativo (e non solo) su temi quali quelli della responsabilità e corresponsabilità educativa, del benessere, di un utilizzo creativo, equilibrato e critico degli strumenti digitali. Tale dibattito non può limitarsi a proibizioni ed allarmismi, ma deve promuovere un approccio problematizzante che tenga conto di opportunità e rischi (anche di sovraesposizione ai nuovi media) ed evidenzi contraddizioni, sfide, limiti, entusiasmi, timori. 

Quale dunque il ruolo dei servizi educativi 0-6? E quello delle famiglie? 

La ricerca T@blettiamo al nido è stata lanciata nel 2015 ed è giunta ora al terzo anno di sviluppo. Si propone di indagare come famiglie ed educatori nei servizi 0-3 anni usano, interpretano, condividono tecnologie di nuova generazione; dianalizzare possibili modelli d’uso educativo delle app e del tablet nei servizi educativi della primissima infanzia; di ipotizzare criteri di analisi e di valutazione delle app per fornire una «bussola educativa» per genitori ed educatori; di proporre i media digitali come strumenti per incoraggiare le interazioni adulto-bambino e bambino-bambino e invitare ad esperienze più sociali e meno isolanti.L’approccio utilizzato è quello della ricerca-formazione, in un processo ciclico che alterna momenti di indagine partecipata a sessioni di formazione e sperimentazione di app, di strumenti di osservazione, di valutazione, con un ruolo di supporto e monitoraggio da parte delle ricercatrici universitarie.

 

Dal 2015 Cemet sta svolgendo questa ricerca-formazione in convenzione con Unione Terre dei Castelli nei nidi d'infanzia.

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Elena PAcetti

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