La mobilità sostenibile è incoraggiata come uno strumento per affrontare la crisi ambientale nelle città. Tuttavia, è ampiamente riconosciuto che uomini e donne non si muovono allo stesso modo e persistenti vincoli socio-spaziali impediscono alle donne di essere ugualmente socialmente e spazialmente mobili. La mia ricerca di Dottorato vuole ampliare il pensiero consolidato sulla (im)mobilità urbana, mostrando come e perché la mobilità sia "genderizzata”. Si propone di rivelare come le esperienze quotidiane modifichino il genere e le identità soggettive e siano una categoria per comprendere come lo spazio sia costruito, riprodotto e rappresentato. Una particolare attenzione sarà dedicata ai comportamenti di mobilità generati delle recenti trasformazioni del mercato del lavoro, come gli accordi di Lavoro Remoto. Attraverso un approccio intersezionale lo studio si avvale di una metodologia di ricerca mista sul caso studio di Bologna. I risultati della ricerca forniranno una migliore comprensione per ripensare città femministe e sostenibili.
Parole chiave: Mobilità urbana, genere, esperienze, intersezionalità
In Europa la crescente concentrazione di studenti appartenenti allo stesso gruppo sociale o etnico-nazionale all'interno delle stesse scuole ha portato a un intensificarsi degli studi sulla segregazione scolastica. Tuttavia, nonostante l’aumento del numero di pubblicazioni sul tema nel Sud Europa, sono ancora scarse le indagini sulla segregazione scolastica condotte nel contesto italiano. Inoltre, non sembra essersi ancora sviluppato un solido filone di ricerca orientato a indagare le relazioni esistenti tra l’abbandono scolastico e la segregazione scolastica. Usando il Comune di Bologna come caso studio, la ricerca intende contribuire a una migliore comprensione di questa relazione, indagando se e in quale misura esistono casi di segregazione scolastica nelle scuole primarie e secondarie di I grado e osservando le relazioni esistenti tra il fenomeno della segregazione e della dispersione scolastica. Attraverso l’adozione di un approccio mixed-methods, vengono identificate: (I) le caratteristiche degli alunni che preferiscono le scuole del bacino scolastico di riferimento, in funzione dell’area di residenza, dell’origine immigrata, del capitale economico-culturale delle famiglie e dell’offerta formativa di ciascuna scuola; (II) le relazioni tra i livelli di segregazione scolastica individuati e i tassi di dispersione dei plessi analizzati.
Parole chiave: segregazione scolastica, dispersione scolastica, Bologna, analisi georeferenziata