Assegni

Migrazioni da e attraverso i Balcani: intersezioni e stratificazioni delle forme di mobilità in Bosnia-Erzegovina (Zaira T. Lofranco - Assegno di ricerca, Dipartimento di Scienze dell’Educazione).

Muovendo dalle stratificazioni storiche di ondate migratorie che hanno interessato i Balcani negli anni ’90, a seguito delle guerre nella ex Jugoslavia, e che son state alimentate negli ultimi 5 anni principalmente dai conflitti in Siria e Afghanistan, il progetto di ricerca si propone di ricostruire le rappresentazioni e pratiche discorsive su queste esperienze di migrazione forzata da parte dei cittadini bosniaci e degli operatori umanitari attivi nei campi profughi in Bosnia-Erzegovina. Questo paese rappresenta un contesto empirico particolarmente significativo in quanto crocevia di differenti forme di mobilità: contrassegnato da intensa migrazione interna negli anni precedenti al conflitto, è divenuto luogo di partenza di numerosi rifugiati nei primi anni 90, sperimentando nel tempo una cronica emigrazione di gran parte della popolazione residente, per poi trasformarsi più recentemente in luogo di transito e sosta forzata di migranti lungo la direttrice nota come Rotta Balcanica. Impiegando una metodologia etnografica, il progetto intende individuare relazioni, intersezioni e contrapposizioni tra queste differenti ondate migratorie, facendo emergere una prospettiva dal basso sulle pratiche e le politiche di governo delle migrazioni forzate nel contesto del sud est Europa ancora poco esplorato dalla letteratura antropologica.

Snakes and Ladders: navigating the Italian reception system as ‘minors’ to create a better future as ‘adults’ (Sarah Walker, Leverhulme visiting scholar, Dipartimento di Scienze dell’Educazione)

Il progetto, finanziato dalla Leverhulme Trust Study Abroad Scholarship (Regno Unito), prevede un ritorno al campo di ricerca del dottorato dopo quattro anni per riprendere l’analisi della vita dei ragazzi africani venuti in Italia come minori stranieri non accompagnati. Adottando metodi qualitativi ‘slow’, il progetto mira a capire assieme ai ragazzi l’impatto ed i risultati più a lungo termine dell’assistenza ricevuta in accoglienza. La ricerca si focalizzerà sulle difficoltà che loro affrontano nella vita dopo l’accoglienza, incluso la discriminazione, in un contesto sociopolitico sempre più ostile ai migranti, ma anche sugli spazi di resistenza e le diverse modalità adottate per affrontare tali difficoltà. Le tematiche principali di analisi saranno la mascolinità, i confini, il razzismo e la cittadinanza.

Intime resistenze ai razzismi italiani. Produzione video e immaginari di libertà fra i migranti dall’Africa occidentale (Chiara Pilotto, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell’Educazione)

Il progetto consiste in un’indagine etnografica sul rapporto fra razzismo, produzione video e immaginari di libertà fra i migranti dall’Africa occidentale che vivono in Italia. La ricerca ha per principale oggetto la produzione e circolazione di materiale audiovisuale all’interno delle comunità diasporiche e si concentra in particolare sui video che hanno per obiettivo la denuncia del razzismo e l’elaborazione critica e riflessiva di tale fenomeno da parte di chi lo esperisce ogni giorno. La produzione e circolazione di questo materiale audiovisuale poggia sull’utilizzo di semplici e largamente accessibili dispositivi digitali come gli smartphones, e sulla sua diffusione in rete e tramite i social media come essenziale strumento di scambio e comunicazione all’interno di uno spazio sociale transnazionale. Il progetto di ricerca privilegia quindi l’analisi dei discorsi ordinari e delle pratiche informali che contribuiscono a definire il razzismo da una prospettiva emica, basata sulle percezioni e sull’esperienza quotidiana di chi ne è vittima. All’incrocio fra antropologia delle migrazioni, antropologia morale e antropologia dei social media, l’obiettivo della ricerca è quello di indagare se e come questa produzione video possa rappresentare una “pratica di libertà” che trasforma i migranti da oggetti a soggetti di discorso. Al contempo, la ricerca intende evidenziare le modalità attraverso cui le idee di “libertà”, “giustizia” e “dignità” si costruiscono attraverso l’elaborazione critica del proprio vissuto quotidiano, al fine di interrogare le rotture e le continuità che questi processi possono produrre in seno alle economie morali delle comunità diasporiche dell’Africa occidentale.

Soggetti, famiglie e contesti delle dispersioni scolastiche. Una ricerca-azione nei servizi e sul territorio per l’elaborazione di competenze per la prevenzione (Fulvia Antonelli - Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell’Educazione)

La ricerca inquadra la dispersione scolastica come una forma precoce di esclusione sociale sperimentata da preadolescenti e adolescenti, osservandone gli effetti di lunga durata sulle traiettorie di vita di ragazze e ragazzi con un’attenzione particolare alle variabili di genere e di classe sociale. L’analisi e le azioni sul campo generate dalla ricerca-azione mirano a intervenire sugli effetti di disgregazione sociale generati dai processi di esclusione scolastica a partire dalla materialità vissuta in contesti territoriali periferici (condizione abitativa, situazione lavorativa delle famiglie, storie migratorie degli abitanti, caratteristiche demografiche della popolazione presente, politiche urbanistiche che strutturano e caratterizzano gli spazi) e progettando al loro interno servizi sperimentali in grado di agire con un approccio centrato sulla comunità e sul rapporto dentro/fuori la scuola.

Prima che arrivi il futuro: saperi, soggettività e reti relazionali “post-asilo” nelle vite dei migranti Gambiani in Italia (Viola Castellano, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell’Educazione)

Il fenomeno migratorio dal Gambia all'Italia, relativamente nuovo ma numericamente rilevante, è stato fortemente mediato dalle strutture di accoglienza e dal sistema d’asilo, intensificandosi nel periodo della cosiddetta “crisi dei rifugiati”. Alla luce di questa peculiarità, il progetto vuole indagare le soggettività politiche post-asilo dei migranti Gambiani in Italia all'intersezione tra aspettative migratorie, esperienza nell’apparato giuridico-amministrativo dell’asilo e reti relazionali formali e informali costruite dentro e fuori il sistema di accoglienza. Il progetto si concentra in particolare sulle forme di conoscenza e le risorse interpretative utilizzate per leggere il contesto sociopolitico e istituzionale e ri-progettarsi nello spazio nazionale e transnazionale.

Strategie di integrazione e pratiche di accoglienza per rifugiati nella comunità europea (Marta Salinaro, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell’Educazione)

L’attività di ricerca si inserisce all’interno della partecipazione del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M. Bertin” al progetto europeo Horizon 2020 MERGING - Housing for immigrants and community integration in Europe and beyond: Strategies, policies, dwellings, and governance (https://www.merging-housing-project.eu/). MERGING è uno studio interdisciplinare sull'integrazione dei migranti attraverso iniziative di alloggi partecipativi. Il progetto MERGING persegue due obiettivi principali: 1) offrire nuovi strumenti per migliorare l'integrazione dei migranti in tutta Europa, 2) migliorare le pratiche e le politiche a livello locale, nazionale e dell'UE per l'integrazione degli immigrati nei contesti urbani e locali europei. Per fare ciò, i partner di MERGING testeranno, implementeranno e valuteranno progetti pilota di edilizia abitativa co-costruttiva. Nello specifico, l’attività di ricerca condotta dal team UNIBO prevede l’analisi della letteratura di riferimento e la raccolta di dati su casi di studio selezionati in Italia e nei paesi partner del progetto (Francia, Spagna e Svezia). I casi studio verranno in seguito analizzati con un'analisi comparativa per identificare le caratteristiche chiave dei casi, le loro somiglianze e divergenze, in termini di accessibilità all'inclusione dei migranti attraverso l'alloggio. Verrà infine creata una tipologia di "modelli operativi di integrazione" per soluzioni abitative rivolte ai migranti.

UNEQUALCITIZEN.  Inequalities and conceptions of the political system in European democracies. (Dario Tuorto responsabile della parte italiana)

Il progetto, finanziato dall’Agence Nationale de la Recherche (ANR), si propone di studiare come le disuguaglianze sociali e politiche influenzino le rappresentazioni che hanno i cittadini della democrazia rappresentativa e del sistema politico. Il progetto si sviluppa in tre paesi (Francia, Belgio, Italia) e implementa una parte di ricerca quantitativa e qualitativa. Nel primo caso, è prevista la realizzazione di una survey finalizzata a rilevare i significati attribuiti al concetto di democrazia, le opinioni dei cittadini sulla classe politica e sulla qualità delle decisioni politiche e istituzionali. Nel secondo caso, il gruppo di ricerca effettuerà interviste in profondità a cittadini e attivisti di gruppi e partiti che criticano la democrazia rappresentativa o ne chiedono una riforma sostanziale.

Migration Governance and Agricultural and Rural Change in ‘home’ communities - Moldovan case study (Francesca Crivellaro, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, UNIBO) 

La ricerca è realizzata nell’ambito del più ampio progetto H2020 “AGRUMIG. Leaving something behind-Migration Governance and Agricultural and Rural Change in ‘home’ communities” (Coord. Peter Mollinga, SOAS, UK; https://agrumig.iwmi.org/). L’indagine quanti-qualitativa, condotta da un’équipe interdisciplinare dell’Università di Bologna (Matteo Vittuari – resp. unità locale – e Matteo Masotti: estimo agrario; Francesca Crivellaro: antropologia culturale) in collaborazione con il National Institute for Economic Research di Chişinău, indaga il nesso migrazioni-sviluppo rurale nella Repubblica di Moldavia a diversi livelli (household, regioni e paese) e focalizzandosi su diversi elementi (evoluzione delle relazioni di genere e generazionali, cambiamenti nella gestione delle risorse naturali e nelle produzioni agro-alimentari, implementazione di policies locali ed internazionali per favorire lo sviluppo rurale a partire dalle emigrazioni).  

L’eco dell’odio: un'esplorazione antropologica tra culture politiche e giovani adolescenti nell’Europa di oggi. (Maddalena Gretel Cammelli, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione)

Nel dibattito sulle culture politiche integraliste, neo-fasciste e nazionaliste sempre più diffuse nella nostra contemporaneità, questo progetto intende focalizzarsi sulla ricezione che hanno i giovani di questi linguaggi e culture politiche. Il focus di questo progetto non è costituito da militanti ufficiali né da nostalgici, ma sono i giovani, dentro e fuori le scuole, nella loro vita sociale. Obiettivo di questa indagine antropologica sarà cercare di cogliere e analizzare in ottica applicativa in che modo la dimensione educativa è interpellata dalla diffusione dei discorsi sull’odio e dalla presenza di conformazioni politiche che si ispirano al fascismo, nell’Europa di oggi. 

Idee di libertà, legami e agency nelle diaspore africane contemporanee (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione). 

Una lettura della libertà che, invece di porsi astrattamente in antitesi alla concezione occidentale disegnata intorno alla modernità e all’individualismo tenta di rilevarla nel suo farsi e in relazione ad alcuni concetti chiave come dignità e benessere, dislocazione e diaspora, invisibile e forme del religioso, comunità e principi morali è l’obiettivo finale del Progetto di rilevanza nazionale (PRIN) dal titolo Genealogies of African Freedoms (GAF) in cui questo specifico progetto di ricerca si colloca. Questo progetto di ricerca, che si inquadra nell’ambito del GAF, investigherà come nelle diaspore contemporanee del West Africa verso l’Italia il concetto di libertà sia stato elaborato e ricodificato alla luce delle politiche di governo delle migrazioni e nelle traiettorie biografiche. Le traiettorie biografiche, infatti, assemblano saperi e pratiche dei contesti di cui si è fatta esperienza e del tempo bio-storico, ovvero quello biologico, del genere e quello, più puntuale, del vivere che risente di processi più macro come la chiusura delle rotte e le condizioni del viaggio. I processi macro, infatti, s’inscrivono sul corpo e sull’esperienza vissuta orientando e plasmando, almeno potenzialmente, idee di dignità, libertà e benessere, mancate, realizzate o a cui si aspira.

Interventi di sviluppo, aspirazioni e processi decisionali nelle migrazioni in Senegal (Guido Nicolàs Zingari, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione). 

Questo progetto di ricerca si inserisce nel più ampio programma internazionale MIGCHOICE Testing the Impact of Interventions on Migration Decision-Making in West Africa, coordinato dall’Università di Birmingham, co-finanziato dall’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) e DIFID (Dipartimento per lo sviluppo internazionale britannico) e finalizzato ad indagare il legame tra gli interventi di sviluppo e i processi di decisione che sottendono alla mobilità internazionale in Africa Occidentale. Più precisamente, attraverso una ricerca multisituata, il progetto si propone di indagare il nesso tra sviluppo e migrazioni in diversi contesti di emigrazione dal Senegal contemporaneo. All’interno dell’ampio spettro di studi dell’antropologia delle migrazioni e delle mobilità (Riccio 2014; 2019), questo progetto intende esplorare l’entroterra delle migrazioni (Bellagamba 2011) e posizionarsi in quel campo di ricerca che studia i migranti e i non migranti come protagonisti del multidimensionale processo di decisone che porta all’emigrazione, focalizzando l’attenzione in particolare sull’influenza degli interventi di sviluppo o di cambiamento sociale pianificato.

Modi in comune. Silenti infrastrutture umane di convivialità (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione).

La ricerca (Ottobre 2018-Marzo 2020) è stata finanziata, dopo un bando nazionale competitivo, dalla Fondazione Alsos. L'attenzione è stata focalizzata sulle pratiche di convivialità tra migranti e autoctoni. Con il termine convivialità si intende sia un’idea di socialità sia una prospettiva di analisi capace di leggere i modi di vita in comune (Nowicka, Vertovec 2014), osservando le pratiche concrete e i processi di accomodamento dei conflitti, così come di ridefinizione dei confini tra gruppi. Tenendo conto del dato demografico che vede in crescita il numero di donne migranti e in età riproduttiva, il progetto ha focalizzato l’attenzione sulle donne con profili migratori, background educativi e tempi di arrivo diversificati indagando se, attraverso un’analisi etnografica delle micro-reti sociali e di quelli che Granovetter (1973) definiva i legami deboli, si possano individuare forme di convivialità tra migranti e autoctoni e, in nuce, forme di rigenerazione sociale. 

Happy 18th?: separated young people and the transition to illegality  (Sarah Walker, Visiting phd researcher Dept. Sociology Goldsmiths, University of London).

This qualitative study considers the interaction between migration regimes and separated young people, aged between 15-21 years old to explore the productive nature of borders. Using a combination of ethnographic observation, focus groups and interviews enhanced by visual methods it focuses in on what happens when these children become legally adult; examining how the idealised concept of ‘childhood’ has a bordering effect on separated young people. Through focusing on the transition to adulthood, it examines the biographical border, or how age has become a moralised sorting device within European migration regimes leading to the production of separated young people as ‘new migratory actors’.

Cas e territorio a Bologna. Etnografia dei margini tra “integralismo” e “integrazione” (Maddalena Gretel Cammelli, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione). 

La ricerca in via di svolgimento mira a osservare l’impatto dei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) per richiedenti asilo  all’interno della città metropolitana di Bologna e nei rispettivi quartieri. Campo di indagine privilegiata saranno le relazioni personali e istituzionali e le strategie discorsive intessute dai vari attori sociali che abitano e attraversano i Centri di Accoglienza Straordinaria e i rispettivi quartieri. In particolare, attenzione verrà data allo sviluppo in questi territori di forme di solidarietà volte all’integrazione e alla nascita di manifestazioni di intolleranza, integralismo e neo-fascismo.

Discriminazioni. Pratiche istituzionali locali, migranti e confini sociali (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione).

Questo progetto di ricerca, con l’intento di avviare uno studio antropologico della discriminazione e colmare una lacuna sulla mancanza di dati empirici sulla discriminazione in Italia (Rivera 2003), individua come strategia e oggetto preferenziale di ricerca i dispositivi istituzionali messi in campo per rispondere alle vittime di discriminazioni e soprusi. L’approccio di ricerca si colloca nella recente tendenza a evidenziare la natura pratica e politica delle discriminazioni, dagli aspetti relazionali a quelli più istituzionali (Cole 1997; Riccio 1999; Silverstein 2004; Fassin 2006). Si mira ad avviare una ricerca empirica privilegiando l’uso di alcune tecniche di rilevazione qualitativa (interviste a testimoni chiave, web surveyfocus groups, interviste in profondità) piuttosto che avviare, in questa fase, un vero e proprio fieldwork.

Spazi Sociali di Mobilità (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento Scienze Educazione). 

Le migrazioni interne ai confini italiani hanno caratterizzato diverse fasi storiche dello sviluppo economico del paese e sono state pertanto, con minore o maggiore attenzione, oggetto di analisi nelle scienze sociali. La riflessione scientifica che ne è scaturita pone oggi l’attenzione su nessi, differenze e similitudini che caratterizzano migrazioni interne e internazionali, ed è stata sollecitata dai diversi studiosi a livello europeo (King e Skeldon 2010) al fine di individuare strumenti e metodologie di analisi comuni. In questa logica, questo progetto di ricerca mira a cogliere elementi di prossimità e distanza tra percorsi migratori che si muovono all’interno e tra i confini nazionali. L’adozione di una prospettiva d’analisi sulla mobilità delle persone e dei gruppi permette di leggere e ridefinire i modi, le aspirazioni e le strategie d’insediamento e al contempo di riflettere sulla costruzione sociale e immaginaria del confine, inteso in senso geografico, politico e culturale.

Rimpatriati etiopi e rifugiati eritrei tra confini e mobilità (Aurora Massa, Dottorato di Ricerca Scuola di Antropologia ed Epistemologia della Complessità, Università di Bergamo).

Al centro di questa ricerca etnografica, svolta nella città di Mekelle in Etiopia, vi sono le esperienze di viaggio, di transito e di insediamento dei rimpatriati etiopi e dei rifugiati eritrei che hanno varcato la frontiera tra Etiopia ed Eritrea dopo l’indipendenza di quest’ultima. Le traiettorie biografiche, i progetti migratori e le difficoltà di insediamento e di attraversamento entrano in relazione con una pluralità di confini geografici, istituzionali e simbolici, locali e globali che definiscono gli status istituzionali, producono e ostacolano la mobilità, plasmano desideri di altrove e transiti

Les itinéraires de la mobilité. Formes et figures de la circulation en temps de crise: le cas malien (Annalisa Maitilasso, Dottorato di Ricerca in co-tutela Università di Bergamo e EHESS).

La ricerca si basa su un’indagine etnografica multi-situata realizzata su un perimetro geografico comprendente Spagna, Francia e Mali. S’intende fare luce su un processo di trasformazione in corso che riguarda la crescente diffusione tra i migranti maliani in Europa di pratiche di circolazione transnazionale. L’intreccio di circuiti di mobilità tra loro eterogenei eppure vincolati da logiche affini (dal pendolarismo internazionale dei commercianti di prodotti d’occasione, alla circolazione stagionale dei lavoratori dell’agricoltura, al trasferimento d’interi nuclei familiari da un paese all’altro) è analizzato alla luce di uno scenario di crisi economica europea responsabile dell’erosione progressiva delle opportunità d’inserimento lavorativo e territoriale della popolazione migrante. Il ricorso alla mobilità diventa una strategia privilegiata di ricomposizione di percorsi di vita esposti alla precarietà sociale, familiare e abitativa e riflette un fenomeno più ampio di transizione verso forme inedite di rapporto con il territorio e la società circostante.

Social divides and transnational values. Tracing gendered homes in the intergenerational narratives of the Punjabi diasporas in northern Italy (Sara Bonfanti, Dottorato di Ricerca Scuola di Antropologia ed Epistemologia della Complessità, Università di Bergamo) 

La ricerca abbozza un’etnografia critica delle diaspore punjabi in Lombardia, tematizzando alcuni processi di differenziazione sociale in atto nelle comunità del bergamasco e bresciano. L’indagine antropologica è stata condotta per oltre due anni (in Italia e  India) esplorando sia i percorsi transnazionali che gli insediamenti locali dei punjabi italiani. Grazie alla collaborazione, tra gli altri, di quattro famiglie privilegiate (eterogenee rispetto a classe, casta e fede), si è sondato il passaggio storico da prima a seconda generazione migrante con uno sguardo sensibile al genere. Nell’analizzare storie di vita ed esperienza condivisa in ambiti domestici e pubblici, si discutono i meccanismi di dislocazione, riproduzione e trasformazione delle identità culturali punjabi nel contesto italiano. Decostruendo il nesso tra mobilità fisica e sociale, si argomenta che a nuovi spazi di esclusione o discriminazione si oppongono altrettanto inedite forme di resistenza e contestazione (contro castismo e patriarcalismo, ma anche contro controllo dei corpi migranti e stratificazione civica).