Ricerca


Idee di libertà, legami e agency nelle diaspore africane contemporanee (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione). 

Una lettura della libertà che, invece di porsi astrattamente in antitesi alla concezione occidentale disegnata intorno alla modernità e all’individualismo tenta di rilevarla nel suo farsi e in relazione ad alcuni concetti chiave come dignità e benessere, dislocazione e diaspora, invisibile e forme del religioso, comunità e principi morali è l’obiettivo finale del Progetto di rilevanza nazionale (PRIN) dal titolo Genealogies of African Freedoms (GAF) in cui questo specifico progetto di ricerca si colloca. Questo progetto di ricerca, che si inquadra nell’ambito del GAF, investigherà come nelle diaspore contemporanee del West Africa verso l’Italia il concetto di libertà sia stato elaborato e ricodificato alla luce delle politiche di governo delle migrazioni e nelle traiettorie biografiche. Le traiettorie biografiche, infatti, assemblano saperi e pratiche dei contesti di cui si è fatta esperienza e del tempo bio-storico, ovvero quello biologico, del genere e quello, più puntuale, del vivere che risente di processi più macro come la chiusura delle rotte e le condizioni del viaggio. I processi macro, infatti, s’inscrivono sul corpo e sull’esperienza vissuta orientando e plasmando, almeno potenzialmente, idee di dignità, libertà e benessere, mancate, realizzate o a cui si aspira.

Interventi di sviluppo, aspirazioni e processi decisionali nelle migrazioni in Senegal (Guido Nicolàs Zingari, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione). 

Questo progetto di ricerca si inserisce nel più ampio programma internazionale MIGCHOICE Testing the Impact of Interventions on Migration Decision-Making in West Africa, coordinato dall’Università di Birmingham, co-finanziato dall’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) e DIFID (Dipartimento per lo sviluppo internazionale britannico) e finalizzato ad indagare il legame tra gli interventi di sviluppo e i processi di decisione che sottendono alla mobilità internazionale in Africa Occidentale. Più precisamente, attraverso una ricerca multisituata, il progetto si propone di indagare il nesso tra sviluppo e migrazioni in diversi contesti di emigrazione dal Senegal contemporaneo. All’interno dell’ampio spettro di studi dell’antropologia delle migrazioni e delle mobilità (Riccio 2014; 2019), questo progetto intende esplorare l’entroterra delle migrazioni (Bellagamba 2011) e posizionarsi in quel campo di ricerca che studia i migranti e i non migranti come protagonisti del multidimensionale processo di decisone che porta all’emigrazione, focalizzando l’attenzione in particolare sull’influenza degli interventi di sviluppo o di cambiamento sociale pianificato.

Modi in comune. Silenti infrastrutture umane di convivialità (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione).

La ricerca (Ottobre 2018-Marzo 2020) è stata finanziata, dopo un bando nazionale competitivo, dalla Fondazione Alsos. L'attenzione è stata focalizzata sulle pratiche di convivialità tra migranti e autoctoni. Con il termine convivialità si intende sia un’idea di socialità sia una prospettiva di analisi capace di leggere i modi di vita in comune (Nowicka, Vertovec 2014), osservando le pratiche concrete e i processi di accomodamento dei conflitti, così come di ridefinizione dei confini tra gruppi. Tenendo conto del dato demografico che vede in crescita il numero di donne migranti e in età riproduttiva, il progetto ha focalizzato l’attenzione sulle donne con profili migratori, background educativi e tempi di arrivo diversificati indagando se, attraverso un’analisi etnografica delle micro-reti sociali e di quelli che Granovetter (1973) definiva i legami deboli, si possano individuare forme di convivialità tra migranti e autoctoni e, in nuce, forme di rigenerazione sociale. 

Happy 18th?: separated young people and the transition to illegality  (Sarah Walker, Visiting phd researcher Dept. Sociology Goldsmiths, University of London).

This qualitative study considers the interaction between migration regimes and separated young people, aged between 15-21 years old to explore the productive nature of borders. Using a combination of ethnographic observation, focus groups and interviews enhanced by visual methods it focuses in on what happens when these children become legally adult; examining how the idealised concept of ‘childhood’ has a bordering effect on separated young people. Through focusing on the transition to adulthood, it examines the biographical border, or how age has become a moralised sorting device within European migration regimes leading to the production of separated young people as ‘new migratory actors’.

Cas e territorio a Bologna. Etnografia dei margini tra “integralismo” e “integrazione” (Maddalena Gretel Cammelli, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione). 

La ricerca in via di svolgimento mira a osservare l’impatto dei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) per richiedenti asilo  all’interno della città metropolitana di Bologna e nei rispettivi quartieri. Campo di indagine privilegiata saranno le relazioni personali e istituzionali e le strategie discorsive intessute dai vari attori sociali che abitano e attraversano i Centri di Accoglienza Straordinaria e i rispettivi quartieri. In particolare, attenzione verrà data allo sviluppo in questi territori di forme di solidarietà volte all’integrazione e alla nascita di manifestazioni di intolleranza, integralismo e neo-fascismo.

Discriminazioni. Pratiche istituzionali locali, migranti e confini sociali (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento di Scienze dell'Educazione).

Questo progetto di ricerca, con l’intento di avviare uno studio antropologico della discriminazione e colmare una lacuna sulla mancanza di dati empirici sulla discriminazione in Italia (Rivera 2003), individua come strategia e oggetto preferenziale di ricerca i dispositivi istituzionali messi in campo per rispondere alle vittime di discriminazioni e soprusi. L’approccio di ricerca si colloca nella recente tendenza a evidenziare la natura pratica e politica delle discriminazioni, dagli aspetti relazionali a quelli più istituzionali (Cole 1997; Riccio 1999; Silverstein 2004; Fassin 2006). Si mira ad avviare una ricerca empirica privilegiando l’uso di alcune tecniche di rilevazione qualitativa (interviste a testimoni chiave, web survey, focus groups, interviste in profondità) piuttosto che avviare, in questa fase, un vero e proprio fieldwork.

Farb “Mobilità senza confini. Migrazioni interne e dinamiche sociali in Europa”

Diversi tra i ricercatori e le ricercatrici del centro sono stati impegnate/i in uno studio interdisciplinare e comparato sui principali processi sociali attivati dagli spostamenti di lungo raggio della popolazione, autoctona e non, che avvengono all’interno dei confini territoriali di uno stato e in particolare dell’Italia.

Spazi Sociali di Mobilità (Selenia Marabello, Assegno di Ricerca Dipartimento Scienze Educazione). 

Le migrazioni interne ai confini italiani hanno caratterizzato diverse fasi storiche dello sviluppo economico del paese e sono state pertanto, con minore o maggiore attenzione, oggetto di analisi nelle scienze sociali. La riflessione scientifica che ne è scaturita pone oggi l’attenzione su nessi, differenze e similitudini che caratterizzano migrazioni interne e internazionali, ed è stata sollecitata dai diversi studiosi a livello europeo (King e Skeldon 2010) al fine di individuare strumenti e metodologie di analisi comuni. In questa logica, questo progetto di ricerca mira a cogliere elementi di prossimità e distanza tra percorsi migratori che si muovono all’interno e tra i confini nazionali. L’adozione di una prospettiva d’analisi sulla mobilità delle persone e dei gruppi permette di leggere e ridefinire i modi, le aspirazioni e le strategie d’insediamento e al contempo di riflettere sulla costruzione sociale e immaginaria del confine, inteso in senso geografico, politico e culturale.

Rimpatriati etiopi e rifugiati eritrei tra confini e mobilità (Aurora Massa, Dottorato di Ricerca Scuola di Antropologia ed Epistemologia della Complessità, Università di Bergamo).

Al centro di questa ricerca etnografica, svolta nella città di Mekelle in Etiopia, vi sono le esperienze di viaggio, di transito e di insediamento dei rimpatriati etiopi e dei rifugiati eritrei che hanno varcato la frontiera tra Etiopia ed Eritrea dopo l’indipendenza di quest’ultima. Le traiettorie biografiche, i progetti migratori e le difficoltà di insediamento e di attraversamento entrano in relazione con una pluralità di confini geografici, istituzionali e simbolici, locali e globali che definiscono gli status istituzionali, producono e ostacolano la mobilità, plasmano desideri di altrove e transiti

Les itinéraires de la mobilité. Formes et figures de la circulation en temps de crise: le cas malien (Annalisa Maitilasso, Dottorato di Ricerca in co-tutela Univesità di Bergamo e EHESS).

La ricerca si basa su un’indagine etnografica multi-situata realizzata su un perimetro geografico comprendente Spagna, Francia e Mali. S’intende fare luce su un processo di trasformazione in corso che riguarda la crescente diffusione tra i migranti maliani in Europa di pratiche di circolazione transnazionale. L’intreccio di circuiti di mobilità tra loro eterogenei eppure vincolati da logiche affini (dal pendolarismo internazionale dei commercianti di prodotti d’occasione, alla circolazione stagionale dei lavoratori dell’agricoltura, al trasferimento d’interi nuclei familiari da un paese all’altro) è analizzato alla luce di uno scenario di crisi economica europea responsabile dell’erosione progressiva delle opportunità d’inserimento lavorativo e territoriale della popolazione migrante. Il ricorso alla mobilità diventa una strategia privilegiata di ricomposizione di percorsi di vita esposti alla precarietà sociale, familiare e abitativa e riflette un fenomeno più ampio di transizione verso forme inedite di rapporto con il territorio e la società circostante.

Social divides and transnational values. Tracing gendered homes in the intergenerational narratives of the Punjabi diasporas in northern Italy (Sara Bonfanti, Dottorato di Ricerca Scuola di Antropologia ed Epistemologia della Complessità, Università di Bergamo) 

La ricerca abbozza un’etnografia critica delle diaspore punjabi in Lombardia, tematizzando alcuni processi di differenziazione sociale in atto nelle comunità del bergamasco e bresciano. L’indagine antropologica è stata condotta per oltre due anni (in Italia e  India) esplorando sia i percorsi transnazionali che gli insediamenti locali dei punjabi italiani. Grazie alla collaborazione, tra gli altri, di quattro famiglie privilegiate (eterogenee rispetto a classe, casta e fede), si è sondato il passaggio storico da prima a seconda generazione migrante con uno sguardo sensibile al genere. Nell’analizzare storie di vita ed esperienza condivisa in ambiti domestici e pubblici, si discutono i meccanismi di dislocazione, riproduzione e trasformazione delle identità culturali punjabi nel contesto italiano. Decostruendo il nesso tra mobilità fisica e sociale, si argomenta che a nuovi spazi di esclusione o discriminazione si oppongono altrettanto inedite forme di resistenza e contestazione (contro castismo e patriarcalismo, ma anche contro controllo dei corpi migranti e stratificazione civica).