Patria, patrie. I Classici - XVIII edizione

  • Data:

    09 MAGGIO
    -
    30 MAGGIO 2019
  • Luogo: Aula Magna di Santa Lucia, via Castiglione 36 (Bologna)

  • Tipo: Il maggio dei Classici

Siamo testimoni di una vera e propria rivoluzione sociale che ha il volto e il nome dei nuovi popoli che arrivano, inarrestabili come il volo degli uccelli: spinti dai flagelli della guerra, della fame e della persecuzione migrano verso il nostro Occidente in cerca di quella giustizia che noi abbiamo rimosso dal nostro lessico quotidiano.

La storia ha consegnato a noi europei e occidentali un canone culturale, politico ed economico ormai non più universalmente riconosciuto né riconoscibile, perché alla dimensione della storia si sono affiancate, imperiose, due nuove dimensioni: la geografia, che con la globalizzazione e il suo profeta internet ha dilatato i confini e identificato il qui e l’altrove; e la demografia, che crea nuove gerarchie ed egemonie economiche prima che politiche e culturali. Queste due dimensioni, oltre a rendere ininfluenti e risibili i codici individuali e localistici, hanno sottratto la centralità e il primato all’Occidente, quasi a ricondurci umilmente alle ragioni della sua etimologia: “il mondo al tramonto”.
Se poniamo mente al fatto che ogni minuto nascono cinquantasette africani, trentadue cinesi, ventinove indiani e meno di un italiano (per l’esattezza due ogni tre minuti) e che meglio non se la passano neppure gli altri Paesi europei, capiamo bene che tra un secolo, se e quando sarà fatta l’Europa, gli europei non ci saranno più. La sola Nigeria, dagli attuali centottantaquattro milioni di abitanti, passerà a quattrocento nel 2050; allora, un abitante del mondo su quattordici sarà europeo, mentre all’inizio del Novecento lo era uno su quattro.
Di fronte all’arrivo di questi nuovi “barbari”, vogliamo ostinarci a erigere muri, fisici e mentali, o vogliamo capire, rinunciando alla vana speranza che la nottata passerà in fretta?
Se avessimo la pazienza e l’intelligenza di munirci di uno sguardo storico, troveremmo qualche giovamento e anche conforto.
E dai classici, in particolare, apprenderemmo che:
- il profugo Ulisse è stato accolto bene da tutti eccetto che dal mostro Polifemo;
- la troiana Andromaca, a seguito dell’uccisione del figlioletto Astianatte, ha rinfacciato ai “civilissimi” Greci di essere, loro, i veri “barbari”;
- Roma ha creato la sua grandezza imperiale grazie a una strategia di inclusione politica, culturale e religiosa; mentre Atene ha fallito proprio perché ha chiuso ai “barbari”;
- la parola “straniero” conservava intatto il pathos umano e sacro dell’ospite (hospes) e non conosceva quello ostile del nemico (hostis);
- Seneca aveva teorizzato “le due patrie”: la minor, la piccola, quella dove nasciamo o dove abitiamo; e la maior, la grande, quella che ci accomuna con tutti gli altri uomini, al di là del colore della pelle, dell’origine, della fede politica e religiosa;
- patria è “la terra ereditata dai padri”, per cui i suoi frutti sono di tutti ma essa non è proprietà di nessuno.

Oggi, come ieri. La vicenda dei popoli è nel segno del due: tra fato e volontà, tra sogno e realtà, tra utopia e storia.

Ivano Dionigi

 

giovedì 9 maggio 2019, ore 21.00

XENOS: L'ALTRO
Piero Boitani - Massimo Recalcati
Letture da: Odissea
Interpretazione di: Enzo Vetrano e Stefano Randisi

giovedì 16 maggio 2019, ore 21.00

EUROPA: UTOPIA DELLA PATRIA
Massimo Cacciari - Nadia Urbinati
Letture da: Seneca, Troiane
Interpretazione di: Massimo Popolizio, Elisabetta Piccolomini e Sara Putignano

giovedì 23 maggio 2019, ore 21.00

APOLIS: L'ESCLUSO
Marco Aime - Silvia Avallone
Letture da: Sofocle, Filottete
Interpretazione di: Elena Bucci e Marco Sgrosso
Musiche dal vivo di: Dimitri Sillato

giovedì 30 maggio 2019, ore 21.00

ROMA: PATRIA DELLE PATRIE
Ivano Dionigi - Silvia Ronchey
Letture da: Virgilio, Eneide
Interpretazione di: Anna Bonaiuto
Musiche dal vivo di: Giuseppe Fausto Modugno