Persistenze e metamorfosi di un antico mito antisemita: l’accusa del sangue durante la Seconda Guerra mondiale

Seconda lezione tenuta dalla Prof.ssa Elissa Bemporad, visiting professor presso il MemoryLab.

  • Data: 28 APRILE 2026  dalle 11:00 alle 13:00

  • Tipo: Cluster 1 - Trauma e memoria

Come interpretare la persistenza e le trasformazioni del libello di sangue – ossia la falsa accusa antiebraica di origine medievale, strettamente connessa a quella di deicidio - nel contesto della Seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra nei territori sovietici? Una risposta va ricercata nell’analisi delle dinamiche di violenza genocidaria e della memoria nei territori dell’Europa orientale appartenenti all’Unione sovietica, dove tale violenza si dispiegò con particolare intensità. In questo quadro, il rinnovato sentimento antibolscevico finì rapidamente per intrecciarsi con la propaganda antiebraica di guerra, contribuendo alla riattualizzazione di miti e stereotipi di lunga durata.

Nell'immagine: occupazione della città sovietica di Lviv (oggi in Ucraina) da parte della Wermacht tedesca nel luglio 1941.

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Prof.ssa Elissa Bemporad

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