Il retaggio di Bologna per le Medical Humanities

  

  A Bologna, per lungo tempo, soprattutto ma non esclusivamente alla scuola di Augusto Murri, ciò era considerato una sorta di prerequisito umanistico della formazione “umana” del medico. Le caratteristiche storiche della Scuola Clinica bolognese, del resto, nella quale i medici-intellettuali si impegnavano per il bene pubblico della città (si pensi al fulgido esempio della Società Medica Chirurgica), non di rado sedendo e discutendo in Consiglio Comunale, hanno suggerito al CMH di integrare nel proprio progetto culturale le realtà politiche, economiche, professionali, sanitarie e culturali di Bologna. Diagonale e inclusiva, contingente e solidale, la prospettiva delle MH vive perciò della ibridazione tra le conoscenze poste al servizio del benessere dei cittadini. L’Alma Mater Studiorum ha del resto sede in Palazzo Poggi, che, nella mente illuminata di Luigi Ferdinando Marsili, mirava al conseguimento della «pubblica felicità» attraverso una sapiente contaminazione dei saperi, tra le discilpine fisico-sperimentali e quelle storico-artistiche e “morali”, rappresentata in effige, ancora oggi, dall’Accademia delle Scienze.