Emozioni

La prima grande teoria delle emozioni viene formulata da Aristotele in un luogo apparentemente inaspettato per la sensibilità contemporanea, e cioè nella Retorica, in cui si studia come influenzare nella polis il comportamento degli altri (per quanto anche il De Anima e i testi di filosofia naturale siano fonti altrettanto rilevanti su questo tema). Lo studio delle “passioni” è un tema tipico della filosofia antica e di quella moderna, che si intreccia con questioni morali ed economiche. All’interno degli studi contemporanei sulla cognizione si discute invece della relazione tra una componente affettiva (interna) e una componente espressiva (esterna) dell’emozione stessa. Non solo importanti studi neuroscientifici negano che vi sia una distinzione netta tra le due componenti, posizione già criticata ad esempio nella psicologia di William James e dai filosofi pragmatisti, ma è ormai largamente dimostrato come l’aspetto emotivo sia spesso primario e determinante in ogni processo di decision-making, anche in quelli apparentemente più “oggettivati” e legati ai dati. Fondamentali e sempre più numerose sono, soprattutto negli Stati Uniti ma ormai in tutto il mondo, le ricerche che approfondiscono il ruolo delle emozioni nella comunicazione politica, nella pubblicità, nel marketing e nella diffusione di contenuti su Internet (la cosiddetta “viralità online”), ricerche che spesso fanno riferimento alle emozioni di base individuate fin dagli anni Sessanta del secolo scorso dallo psicologo statunitense Paul Ekman e dal suo gruppo di ricerca, Anche in vista dell’acquisizione del software FaceReader dell’azienda olandese Noldus, il più usato nel mondo per lo studio delle espressioni facciali che rivelano le emozioni (software che ha fra l’altro codificato i risultati del lavoro di Paul Ekman), il Centro di ricerca in Knowledge and Cognition promuove ricerche legate allo studio e al riconoscimento delle emozioni, al loro uso nella vita pubblica, alla comprensione dei processi cognitivi soggiacenti e al loro rapporto con tutte le altre dimensioni della conoscenza e della cognizione.

In forma di lista non esaustiva, alcuni sotto-temi di interesse sono:

  • il rapporto tra componente affettiva e componente espressiva;
  • il ruolo dell’emozione nell’evoluzione e nella vita sociale;
  • l’intreccio tra corpo, linguaggio e socialità nella vita affettiva dell’animale umano e nel mondo della comunicazione contemporaneo;
  • il rapporto pathe/soma, con particolare attenzione alla dimensione estetica;
  • la correlazione tra emozione, credenza e verità;
  • il rapporto tra percezione, emozione e cognizione;
  • il tema dell’usabilità, connesso alle affordance e al rapporto tra artefatti e componente emotiva;
  • il rapporto fra emozioni e artefatti artificiali, con particolare attenzione alla “robotica emotiva” (affective robotics) e ai suoi recenti sviluppi in relazione alla human-robotic interaction e all’artificial empathy;
  • il ruolo delle emozioni nella ricezione di messaggi pubblicitari (in particolare spot) e nella definizione e misurazione della loro efficacia;
  • il ruolo delle emozioni nella diffusione di contenuti (testi verbali, immagini, audiovisivi) su Internet;
  • il rapporto fra le emozioni e la capacità (o incapacità) dei soggetti che le provano di esprimerle verbalmente, attraverso parole, locuzioni, immagini, metafore, frasi;
  • la possibilità di usare la semantica componenziale e la prospettiva semiotica sulle emozioni per arricchire le teorie delle emozioni (implicite e/o esplicite) e le metodologie su cui si basano gli studi contemporanei di psicologia applicata al marketing e al digital marketing;
  • la dimensione patologica della vita emotiva, con particolare attenzione alle sue ricadute sociali, alle malattie mentali, ai disturbi cognitivi, a quelli affettivi e a quelli della personalità;
  • emozioni, affettività, individualità; emozioni, cognizione, responsabilità (responsabilità giuridica, responsabilità morale); e simili;
  • studio diacronico e analisi filosofica dei modelli della conoscenza, dell’osservazione e dell’esperienza con particolare riferimento ai dualismi e ai rapporti anima-corpo in epoca moderna e contemporanea;
  • le emozioni in una prospettiva di ricostruzione storica da un punto di vista individuale e/o sociale.

 

La tematica Falso, verità e modelli di conoscenza e la tematica Emozioni possono anche essere strettamente collegate tra loro. Ad esempio, nello studio della capacità di produzione volontaria di certe tipologie di espressioni facciali emotive che possono venire utilizzate per mentire e, ancora più interessante, nella capacità dell’essere umano di riconoscere non solo le espressioni emotive altrui (competenze socio-emotive), ma anche le loro condizioni di verità (involontaria) o posatezza (volontaria). Ad esempio, nel caso del riso, è nota la distinzione tra un sorriso involontario (“Duchenne”) e uno volontario (“non-Duchenne”), che dipendono da strutture cerebrali completamente differenti, tanto che persone con lesioni in aree che presiedono all’espressione volontaria del riso (paresi facciali) sono capaci di ridere normalmente se stimolate da una battuta o un motto di spirito. Ovviamente, non sempre le emozioni che vengono espresse volontariamente sono fittizie, false o vogliono essere usate per mentire, ma sono comunque da ritenersi differenti rispetto alle emozioni espresse senza un controllo volontario. Avere una risorsa esperta di questi temi potrebbe rivelarsi molto rilevante per poter sfruttare al meglio l’utilizzo del software Noldus.