Scuola in emergenza

Riflessioni e risorse per gli insegnanti

Pensare la scuola oltre l’emergenza

La riapertura delle scuole impone considerazioni di prospettiva, e non solo di contingenza
Una ricerca classica sugli insegnanti efficaci, negli anni Novanta del secolo scorso, aveva evidenziato che una delle caratteristiche qualificanti i migliori insegnanti era che essi, all’inizio dell’anno scolastico, dedicavano molto tempo a spiegare e condividere le regole di comportamento in classe e a scuola, e a farle condividere ed interiorizzare ai loro studenti. Possiamo immaginare che nelle condizioni attuali tale comportamento virtuoso sia da auspicare e stimolare e da allargare anche alla dimensione sanitaria. L’emergenza e l’inevitabile incertezza che accompagna la riapertura delle scuole imponendo una attenzione speciale alla tutela massima possibile della salute, richiedono alla scuola anche questa funzione di insegnamento di nuove regole di condotta interpersonale, sperabilmente provvisorie ma necessarie. E dunque emerge una funzione di protezione della salute, intesa come bene primario, prima ancora che una funzione di educazione e istruzione. (Meglio un asino vivo che un dottore morto era la formula con cui si archiviava l’aspirazione delle masse popolari all’istruzione). Il rischio di trasformare la scuola in un presidio parasanitario spaventa giustamente tutto il personale, ma occorre considerare con equilibrio l’imperativo attuale e cogente di convergere con le politiche di prevenzione del contagio e quello di tutelare il diritto all’istruzione e all’educazione di tutti, che rischia di sbiadire nella attuale temperie. Il dibattito sui media e le stesse indicazioni che provengono dalle aree ministeriali, e dai Comitati ad hoc costituiti, manifestano una priorità per gli aspetti sanitari e materiali (i banchi!!) che, se va compresa data la situazione, va collocata nella dimensione emergenziale e denunciata per la sua inevitabile parzialità e provvisorietà.La scuola come presidio di civiltà include l’attenzione alla salute e alla incolumità fisica, ma questa non è il suo tratto distintivo.

Come sarà la scuola senza il compagno di banco?

di Chiara Pizzimenti

«Se chiedete a un bambino o a un adolescente se gli manca la scuola o cosa gli manca di più, quasi sicuramente vi dirà che gli mancano i suoi compagni, i momenti di gioco o di ricreazione con loro. La scuola si fonda sull’interazione, non solo fra insegnanti e alunni, ma anche fra compagni di classe, ovvero fra pari». È la prima risposta di Maria Cristina Matteucci, professoressa associata in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, all’Università di Bologna a una domanda sulla scuola che verrà: come sarà non avere un compagno di banco?

La speranza di genitori, insegnanti e alunni è che la scuola, l’anno prossimo, torni a essere in presenza.

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Scuola ed emergenza COVID-19: ci attende un futuro di plastica?

Commenti e proposte per l’avvio dell’anno scolastico 2020-21

A cura di Maurizio Gentile

Professore Associato di Didattica e Pedagogia Speciale - Dipartimento di Scienze Umane, LUMSA Università di Roma

Premesse

  1. In data, 2 maggio 2020, l’On. Azzolina pubblica un video di un’intervista rilasciata a SkyTg24, nel quale riepiloga i tre scenari possibili: a) si ritorna tutti, b) metà a distanza, metà in classe in sincrono, c) ancora tutti a distanza. Lo scenario “b)” mi è sembrato, fin da subito, debolissimo visto la fragilità delle infrastrutture ICT del paese e di molte scuole. Nei giorni successivi, tale opzione è stata evocata più volte per poi evaporare, dissolversi in un nulla di fatto. Dunque, le domande che il Ministro e il suo staff dovrebbero porsi sono: a) quante scuole e quali territori potrebbero sostenere le nostre proposte? b) Come si traducono in linee guida? c) Che tipo di supporto l’Amministrazione deve garantire affinché le proposte siano efficacemente applicate, adattate, integrate con i contesti locali?
  2. Il 4 giugno 2020, si assiste ad un cambio di scenario. Un giornalista di Repubblica da alle stampe un articolo dal titolo: “Il rientro a settembre, Azzolina: "Niente doppi turni, barriere di plexiglass dentro le aule". Così l’attacco del pezzo: «Dopo due ore di videoconferenza sulla scuola - cinquantatré interlocutori a parlare con il presidente del Consiglio -, la ministra Lucia Azzolina offre il primo riassunto delle sue intenzioni sul ritorno a settembre. "Abbiamo preso in considerazione due opzioni". La prima ipotizza un contagio "meno veloce" e la seconda, invece, una situazione epidemiologica "che necessita di mantenere misure di distanziamento". A seconda dello stato del virus, per dare sicurezza agli studenti si potranno prevedere "pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi" e, se necessario, "pensare a tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici". No, "non penso siano possibili doppi turni, sdoppiamenti delle classi", ha aggiunto la ministra non accogliendo i suggerimenti del Comitato ministeriale per la ripartenza presieduto da Patrizio Bianchi, "guardo piuttosto a una rimodulazione dell'unità oraria"». Il 9 giugno segue la smentita: “Mai pensato gabbie in plexiglas è solo disinformazione”.
  3. Dopo un mese di lavoro e decine di audizioni, il Comitato di Esperti (CE) rischia di essere esautorato. La Ministra propone una ripartenza in una scuola di plastica. Dopo il “distanziamento sociale”, abbiamo le “barriere interpersonali”. Avevamo un'occasione per capire le nostre fragilità, puntare sui nostri potenziali e cambiare la scuola a partire dalla didattica, gli spazi, l'organizzazione, la formazione dei docenti. Potevamo portare nel prossimo futuro le lezioni apprese durante l'emergenza. E invece? Ci aspetta un futuro con metri cubi di plexiglass? La crisi può essere uno stimolo per tutelare di più e meglio l’ambiente e per incrementare il livello di connettività complessiva del paese, mettendo al centro le scuole e ripensando gli ambienti di apprendimento. Siamo stati un modello nella gestione della fase più virulenta del Sars-Cov-2, ebbene perché non aspirare a diventare un modello nello sviluppo e adattamento degli spazi educativi in cui l'apprendimento si svolge sia all'interno che all'esterno delle scuole? Perché non coltivare con forza e intelligenza il sogno di una scuola bella ed efficace?
  4. Spero che il Ministero produca criteri attuativi e modelli operativi che in fase di elaborazione possano offrire la proposta teoricamente più convincente, ma che in fase attuativa, deve essere necessariamente affinata in base all’esperienza. L’attesa è di ricevere soluzioni per ridurre il gap d’incertezza e far sentire le scuole in grado di poter gestire il rientro in fase emergenziale. Spero che i suggerimenti non siano astratti ma operativi e tengano conto delle specificità di ogni territorio. Ad esempio, se si va verso la realizzazione di accordi con gli Enti Locali, con i soggetti del Terzo Settore e con l’Associazionismo, si tenga cono che non esiste una sola Italia, ma tante Italie. Su quest’ultimo punto suggerisco previsioni più realistiche e differenziate. Un dispositivo simile funziona laddove il “capitale sociale” dei territori è alto, al contrario, può incontrare ostacoli insormontabili, in territori che hanno un deficit evidente su questa qualità. Su questi punti, come su altri, lo staff della Ministra dispone di modelli previsionali?
  5. Spero si eviti la sotto-rappresentazione di temi didattici fondamentali che, durante l’emergenza, hanno costituito fonte di preoccupazione per le scuole. Uno tra questi è la “valutazione degli apprendimenti”. Strettamente connesso a tale punto è il “curricolo”. Prendiamo, ad esempio, il tema dei cosiddetti “nuclei essenziali” delle discipline. Se si fa un rapido sondaggio - 100 rispondenti - ciascuno darà una definizione personale di “nucleo essenziale”, che verosimilmente, rifletterà delle preferenze tematiche, piuttosto che una rappresentazione chiara di qual è la struttura fondamentale di una materia scolastica. Se questa sarà una delle priorità, si dovranno fornire criteri che definiscono il “nucleo essenziale” di una disciplina.  In attesa della riscrittura nazionale dei curricoli, quanto suggerito può rappresentare un passaggio intermedio. In prospettiva, si consiglia di trattare il tema dei curricoli in termini di “sovraccarico cognitivo”, “temi forti”, “questioni essenziali”, “rilevanza oggettiva/soggettiva dei contenuti”, “connessioni reciproche e rappresentazioni”.
  6. Per quanto riguarda il metodo, i limiti più grandi che ho visto nel CE, sono la composizione e le audizioni. Su 18 membri solo 3 hanno ruoli attivi negli Istituti scolastici (2 DS e 1 insegnante), mentre 9 sono docenti/ricercatori universitari, il resto dei componenti coprono ruoli di responsabilità all’interno dell’amministrazione scolastica o in organizzazioni aziendali (2 in tutto). Mi sembra più che evidente la sotto-rappresentazione di chi la scuola la fa e la viva. A tal proposito, le audizioni potevano essere integrate da “gruppi di ascolto permanente”, uno per ogni Regione. Tali gruppi sono composti da DS, insegnanti, genitori e studenti, esperti di scuola. Man mano che il CE produce modelli e soluzioni, i “gruppi di ascolto” si attivano e integrano con commenti e suggerimenti le proposte avanzate. A mio avviso, la scuola ha un’ossatura operosa, creativa e ricca di saperi. Questo capitale sociale va attivato, coinvolto, ascoltato. E’ inevitabile che i membri del CE, e i soggetti auditi siano anche portatori di interessi. E’ legittimo. E’ giusto considerarli.  Ma non sono loro che fanno la scuola, nel quotidiano dei corridoi, delle aule, degli uffici, dalle 8:00 alle 16:30. Dunque, con quali criteri comporre un nucleo operativo nazionale che gestisce insieme al decisore politico l’emergenza del rientro, suggerendo al contempo, linee future di sviluppo della scuola?
  7. Ad ulteriore conferma del precedente punto, la difficoltà di raccogliere evidenze solide circa i problemi che le scuole hanno affrontato, rende piuttosto complicato l’esercizio di proposte e programmi. Non avendo la disponibilità di dati analitici e fonti attendibili, le nostre fonti, i nostri dati, non possono che provenire, temporaneamente, dai testimoni privilegiati: presidi, insegnanti, operatori della scuola, famiglie, studenti. Questi attori hanno la percezione dei problemi, il polso della situazione. Da qui si potrebbe partire per individuare i punti critici, spiegarli, anticipare conseguenze, avanzare possibili raccomandazioni. Le proposte suggerite di seguito sono fondate su questo presupposto, ovvero sull’idea di coinvolgere e attivare capacità e saperi distribuiti in tutta la rete nazionale scolastica, mescolarsi a questa intelligenza collettiva, tentare di dare una forma, risolvere i problemi ritenuti prioritari, con realismo e intelligenza pratica.  
  8. Si propongono quattro punti di attenzione (“spazi e orari”, “tecnologia ed equità”, “formazione dei docenti”, “valutazione e curricolo”) attorno ai quali si potrebbe organizzare priorità e ripartenza con un’idea di scuola. Ciascun punto è articolato per spiegazioni, conseguenze, suggerimenti (in tutto 12), fonti ed evidenze. Il documento costituisce una prima base, non è definitivo, è una risorsa aperta a integrazioni, miglioramenti, estensioni e perfezionamenti.

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Continua il lavoro di progettazione del Centro CRESPI: iniziative, idee, proposte di ricerca-formazione…

"Scuole e università a distanza: emergenza o futuro telematico?"

di Elisabetta Nigris

La formazione telematica è incompatibile con le professioni di assistenza e cura. A stabilirlo era stato l'ex ministro Fioramonti che, con il decreto del 23 dicembre scorso, aveva determinato nuove norme e limiti ai corsi di laurea universitari in modalità telematica.
Dopo sono successe molte cose: il decreto è stato ritirato dalla Corte dei Conti il 24 febbraio 2020 e, subito dopo il nostro Paese, la scuola e l'università sono stati investiti dall'emergenza coronavirus. Di conseguenza, è stato necessario reinventarsi completamente per poter garantire il diritto allo studio e per non lasciare sola una generazione di bambini e ragazzi, chiusi fra le mura di casa. L'offerta formativa fino ad allora erogata, è stata riadattata, trasformandosi in scuola e università a distanza.

E' evidente il grande sforzo operato dai docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola di ripensare la didattica, adattandola ai bisogni formativi dei propri utenti; l'università, invece, ha incominciato a erogare a distanza anche i corsi rivolti ai futuri insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria. Possiamo dire, dunque, che questo periodo di emergenza abbia cancellato le perplessità rispetto alla formazione degli insegnanti e alla necessità di una parte della didattica in presenza (come laboratori e tirocinio), pena la dequalificazione della loro stessa formazione?

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“BICOCCA CON LE SCUOLE” – In rete con gli insegnanti e con il territorio

Il Corso di Laurea in Scienze delle Formazione Primaria, a partire dalla decennale collaborazione fra Università degli Studi di Milano-Bicocca e le scuole di ogni ordine e grado, ha progettato questo spazio virtuale per fornire un sostegno scientifico e professionale ai docenti delle scuole dell’infanzia e primaria impegnati in questi giorni nell’affrontare l’emergenza che stiamo attraversando.

Il sito “Bicocca con le scuole” è nato insieme ai docenti che si sono laureati presso la nostra Università e che ci hanno sollecitato nell’offrire un aiuto in questo momento di particolare complessità educativa e didattica. “

Continua a leggere: https://bicoccaconlescuole.unimib.it/progetto/

"DIALOGHI APERTI SULL’EDUCAZIONE AI TEMPI DELLA DIDATTICA A DISTANZA"

(Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano)

In un tempo straordinario come quello che stiamo attraversando, educare assume forme nuove. In tanti – genitori, insegnanti ed educatori-  ci poniamo nuove domande, cerchiamo nuove abitudini, sviluppiamo nuove pratiche per continuare ad educare con responsabilità.

I docenti della Facoltà di Scienze della Formazione desiderano mettere a disposizione uno spazio di dialogo e condivisione: a distanza, ma capace di creare vicinanza. Propongono, quindi, dei gruppi di discussione in cui raccontarsi e ascoltarsi, dove mettere in comune dubbi e buone idee.

il link alla pagina per iscriversi é il seguente: https://educationdialogues.events.unibz.it/

Valutare, non giudicare. Imparare dai propri errori e migliorare i propri risultati.

Di Davide Capperucci, Università di Firenze

"Il Blog di Federico Batini"

Federico Batini è Professore Associato presso il Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della Formazione (FISSUF) dell’Università di Perugia.

In questo spazio troverete video, riflessioni, letture e articoli di ricerca liberamente fruibili. E tanto altro!

"Per continuare a essere maestri nel tempo della sospensione e della paura"

di Maja Antonietti e Andrea Pintus

Sosteneva il noto pedagogista americano John Dewey, che nelle questioni pratiche le persone hanno a che fare con situazioni complesse, non con principi astratti. Ciò che è essenziale nell’affrontarle è essere in grado di fare le scelte giuste, e per farlo abbiamo bisogno di pensare e decidere sulla base di evidenze.

La prima: non siamo i primi, non saremo gli ultimi ad affrontare una situazione di crisi. Per noi genitori ed insegnanti, la complessità pratica che abbiamo di fronte oggi, sta nell’esserci risvegliati all’interno di una zona rossa, che ci isola gli uni dagli altri, lasciandoci ognuno solo con le proprie paure e differenti risorse (materiali, sociali e culturali).

Ma allo stesso tempo, in questo momento unico, siamo erimaniamo legati gli uni agli altri dal senso di responsabilità nei confronti dei nostri figli e dei nostri alunni.

Continua a leggere: https://posta-dei-lettori-parma.blogautore.repubblica.it/2020/03/09/per-continuare-ad-essere-maestri-nel-tempo-della-sospensione-e-della-paura/

"Grammatica Valenziale (e dintorni): riflessioni in corso"

di Cristiana De Santis, Università di Bologna

#hacuradi: racconti di scuola solidale

In questi giorni ho ascoltato e letto dibattiti sulla cosiddetta DAD (didattica a distanza), l'ho sperimentata di persona con i/le mie studenti, l'ho osservata attraverso le esperienze domestiche dei miei due figli, entrambi al termine di un ciclo (chi alle medie, chi alla primaria).

Continua a leggere: https://valenziale.blogspot.com/2020/04/hacuradi-racconti-di-scuola-solidale.html

"Parma. Uno sportello per educatori ed insegnanti"

I servizi educativi ai tempi del coronavirus: i ricercatori dell’Università si mettono a disposizione di educatori e insegnanti.

Come trasformare la didattica e le attività educative ai tempi del coronavirus, con le limitazioni imposte dall’emergenza, cercando di mantenerne il più possibile intatte efficacia e contenuti? E come tenere viva l’idea stessa di comunità scolastica ed educativa?

Continua a leggere: https://www.unipr.it/notizie/i-servizi-educativi-ai-tempi-del-coronavirus-i-ricercatori-delluniversita-si-mettono 

"La Scuola in emergenza rivela l’emergenza educativa"

di Ira Vannini

Questa drammatica situazione di pandemia nel nostro Paese ha messo a nudo, in queste settimane, le enormi difficoltà del nostro sistema sanitario. Decenni di disinvestimenti sulla Sanità Pubblica si stanno riversando su decine di migliaia di malati e sulle spalle di medici e operatori sanitari tutti, richiedendo loro sforzi e sacrifici incredibili.

Certo è principalmente su questo che oggi orientiamo giustamente le nostre attenzioni, ed è ancora sulle politiche sanitarie future che dovremo indirizzare le nostre preoccupazioni ed energie quando inizieremo a ri-costruire; e, speriamo, a ricostruire in una prospettiva democratica.

Da qui tuttavia il pensiero corre veloce ad altre riflessioni sulle istituzioni chiave della democrazia del Paese, in primo luogo la Scuola.

Continua a leggere: http://www.parliamoneora.it/2020/03/29/la-scuola-in-emergenza-rivela-lemergenza-educativa/ 

"Parliamone Ora"

ParliamoneOra è una associazione di docenti, ricercatori e ricercatrici dell’Università di Bologna nata per mettere a disposizione della collettività competenze e saperi mediante interventi pubblici sui temi della contemporaneità.
In questa fase di emergenza il Blog di ParliamoneOra raccoglie contributi critici, analisi, scenari e racconti al tempo del Coronavirus.

Maggiori informazioni: http://www.parliamoneora.it/