La Rubrica del Crespi

Su invito della responsabile scientifica del Crespi, pubblichiamo il contributo del Presidente SIPED Massimiliano Fiorucci in risposta all'articolo di E. Galli Della Loggia del 19 febbraio u.s. su Il Corriere della Sera

 

Caro Direttore,

nei giorni scorsi (19/2/2021) sul “Corriere della Sera” è stato pubblicato l’ennesimo articolo qualunquista sulla scuola a firma del prof. Ernesto Galli Della Loggia dal titolo “Paese legale e Paese reale: la scuola parli italiano”. Confesso che prima di scrivere a voi ho inviato, come era doveroso, questo mio contributo al Direttore del “Corriere della Sera” senza ricevere nemmeno un cenno di ricezione. Confido nel fatto che essendo voi più aperti a posizioni plurali possiate prenderlo in considerazione.

Fermo restando il sacrosanto diritto di ognuno di esprimere le proprie opinioni su qualsivoglia argomento, il prof. Galli Della Loggia si è autonoproclamato da alcuni anni esperto di scuola e di educazione e sulle pagine di uno dei principali quotidiani italiani impartisce lezioni e formula invettive senza contraddittorio. Come è normale che accada in qualsiasi ambito del sapere anche il campo dell’istruzione e dell’educazione ha un suo linguaggio. Se si trattasse dell’ambito medico, per fare un esempio, nessuno avrebbe da ridire circa il suo lessico specialistico.

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La Scuola in emergenza rivela l’emergenza educativa

Contributo di Ira Vannini pubblicato sul blog di ParliamoneOra 2020

Questa drammatica situazione di pandemia nel nostro Paese ha messo a nudo, in queste settimane, le enormi difficoltà del nostro sistema sanitario. Decenni di disinvestimenti sulla Sanità Pubblica si stanno riversando su decine di migliaia di malati e sulle spalle di medici e operatori sanitari tutti, richiedendo loro sforzi e sacrifici incredibili.

Certo è principalmente su questo che oggi orientiamo giustamente le nostre attenzioni, ed è ancora sulle politiche sanitarie future che dovremo indirizzare le nostre preoccupazioni ed energie quando inizieremo a ri-costruire; e, speriamo, a ricostruire in una prospettiva democratica.

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https://centri.unibo.it/crespi/it/scuolaemergenza/

In risposta alla lettera apparsa su OrizzonteScuola.it dal titolo L’eccessiva inclusione non porta alla qualità dell’istruzione

 

PERDERE QUALCUNO IN AMBITO SCOLASTICO (E OVUNQUE) NON È MAI INDICE DI QUALITÀ

Care e Cari Insegnanti,

scriviamo questo breve documento perché ciò che ci preme è la corretta e scientifica informazione su alcuni temi che sono oggetto non solo di pubblico dibattito, ma anche di studio e di ricerca.

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https://centri.unibo.it/crespi/it/risposta/ 

DECRETO SULLA SCUOLA: SERVONO BRAVI MAESTRI, NON SANATORIE

La vicenda delle insegnanti non laureate rivela l'inefficienza del sistema di assunzioni. Sottoporle a un concorso per verificarne le competenze sarebbe il modo per rispettare tutti

di Chiara Saraceno

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https://centri.unibo.it/crespi/it/decreto/ 

La banalità del Ma (su Galli della Loggia e l’autorità educativa)

di Cristiana De Santis

Non ha fatto in tempo a insediarsi in viale Trastevere il neo-ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che si vede recapitare dall’edicolante una lettera di Ernesto Galli della Loggia pubblicata dal Corriere della Sera: Cattedre più alte per tutti i professori.

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https://centri.unibo.it/crespi/it/banalita/ 

IN RISPOSTA ALL'ARTICOLO DI GALLI DELLA LOGGIA

https://www.corriere.it/opinioni/18_giugno_05/cattedre-piu-alte-professori-ca9fbf48-6822-11e8-b57b-459a23472be0.shtml 

“Eccomi dunque in mezzo all’aula. Vi dovrebbero state, oltre all’armadio, alla predella su cui troneggia la cattedra, alla lavagna girevole e alla stufa a gas, i tavolini con i relativi seggiolini, un tavolo, un armadio ecc. ecc.  Ho provato e riprovato (…) A mali estremi estremi rimedi: fuori la cattedra, che non serve a nulla, e fuori l’armadio che può stare nel corridoio.

E la pedana? Idea: spostata contro la parete, diventerà il nostro… teatrino, o meglio, la piazzetta dove si svolgeranno le manifestazioni pubbliche della nostra piccola comunità (…) quel metro quadro scarso di spazio sociale su cui i bambini potranno cantare, giocare, narrare le loro esperienze ai compagni, dipingere, è il pezzo più importante dell’arredamento” 

Mario Lodi, "Il Paese sbagliato. Diario di una esperienza didattica".

In merito al Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 

Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107”.

di Bruno Losito e Ira Vannini 

Riteniamo importante segnalare alcuni limiti del decreto n. 62 attuativo della Legge 107/2015 dedicato ai temi della valutazione della valutazione e certificazione delle competenze.

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https://centri.unibo.it/crespi/it/decretolegislativo/ 

Sapere 100 per insegnare 1 (e non solo a 10)”: didattica per competenze e didattiche disciplinari

di Cristiana De Santis – Università di Bologna, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, ricercatrice; Chiara Panzieri – Scuola Media “Matteotti”, Torino, docente di materie letterarie; Jessy Simonini – École Normale Supérieure di Parigi, Dipartimento di Letteratura, studente.

Anche l’inizio di quest’anno, come dello scorso, è stato segnato da un appello che (sia pure con meno clamore meno rispetto alla «Lettera dei Seicento») ha toccato il mondo della scuola. Il nuovo appello sulla scuola pubblica (che al momento ha superato le 10.000 firme) ha come sottotitolo (claim) «contro la didattica per competenze» (accusate di essere prive di scientificità) e tra i contenuti «7 temi per un’idea di Scuola» portati all’attenzione dell’opinione pubblica.

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https://centri.unibo.it/crespi/it/sapere100/ 

I contenuti e il «contatto» 

di Federico Batini - Università di Perugia [e] Cristiano Corsini - Università di Chieti

Due docenti universitari rispondono all'articolo di Salvatore Settis uscito il 15 marzo sul «Fatto Quotidiano» e ripreso poi dal blog “Emergenza cultura”, intitolato “Scuola, la catena del sapere spezzata”, in cui l'archeologo sostiene che «Negli ultimi decenni è passato il principio in base al quale si può insegnare solo a patto di sapere come, non che cosa. Così i contenuti si perdono, l’insegnamento diventa un rituale burocratico».

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http://www.laricerca.loescher.it/istruzione/1708-i-contenuti-e-il-contatto.html