Medical Humanities

 

Le medical humanities sono il più recente campo di interesse del Centro, intese come approccio critico ai temi della professione medica e dei sistemi sanitari. Gli strumenti teorici e le metodologie dell’antropologia medica, della sociologia e degli studi storico-culturali e letterari si intersecano con l'obiettivo di contribuire ad una migliore comprensione della pratica clinica, del significato della malattia e dell’incontro medico-paziente, anche nella prospettiva di una ricaduta sulla formazione dei professionisti della salute. Le narrazioni e le rappresentazioni della salute e della malattia, le implicazioni delle nuove tecnologie e i significati culturali attribuiti in diversi contesti storico-sociali all’esperienza della sofferenza sono alcune delle questioni su cui il Centro si focalizza.

Di seguito, alcune delle ricerche in corso.

La fiducia nel rapporto medico/paziente

In Italia, il dibattito pubblico sulla medicina e sul rapporto medico-paziente è stato sino ad oggi più che altro sollecitato dalle malpractices imputate a medici e strutture sanitarie. Il concetto di trust è molto presente nella letteratura medica anglo-americana, che per prima ha recepito l’importanza di ri-orientare la formazione medica e il rapporto con i pazienti su basi umanistiche per contrastare la deriva tecnologica e burocratica della medicina di oggi. È presente, sia pure in misura minore, in Francia, anche a seguito di recenti disposizioni legislative. In Italia, il dibattito è confinato ad alcune nicchie e ha appena sfiorato le Scuole di medicina.
La fiducia non è un concetto scontato in ambito medico: quando si parla di fiducia, si allude ad una sorta di tacito accordo che lega il paziente al proprio medico in una relazione univoca; si parla poco del contrario, ossia del fatto che la fiducia debba essere accordata anche dal medico ai propri pazienti e che essa è il risultato di una relazione al cui interno sono compresi molti ingredienti emozionali che sono decisivi nell’orientare il rapporto di cura.
La ricerca in corso, condotta da alcuni membri del Centro, mira a ricostruire, con approccio archeologico, luoghi, momenti, formazioni discorsive nei quali il concetto di fiducia è emerso e si è affermato nel corso dei secoli per arrivare all’oggi, quando la fiducia nei medici da parte dei pazienti sembra essersi incrinata.
In questa prospettiva, la fiducia assume la dimensione di un campo discorsivo definito dal concorso e dall’intreccio di più elementi, quali l’empatia, la comunicazione, il consenso all’operato scientifico del medico.

Rappresentazioni della professione medica

Da alcuni anni il Centro si interessa alle rappresentazioni della professione medica in prospettiva diacronica.
La letteratura greco-romana, i codici medievali, i galatei e gli epistolari di epoca moderna, la letteratura novecentesca e la più recente fiction televisiva internazionale sono state alcune delle fonti che gli studiosi e le studiose del Centro hanno interrogato per ricostruire l'immaginario sulla medicina e sulla professione medica che le diverse epoche storiche hanno consegnato a differenti media. In epoca contemporanea, abbracciando una prospettiva socio-antropologica, la ricerca è rivolta ad indagare non solo come sono avvenuti i transfer culturali dell’immaginario medico attraverso la fiction televisiva dagli Stati Uniti all’Italia a partire dagli ultimi decenni del Novecento, ma anche in che modo la rappresentazione televisiva della medicina ha influenzato conoscenze e aspettative dei telespettatori dagli anni '80 ad oggi.

La formazione dei professionisti della salute

All’inizio degli anni Novanta si apre per l’Italia un momento cruciale di trasformazione e rinnovamento della professione medica rispetto ai contenuti tecnici ed etici dell’autonomia professionale, contraddistinto dal parallelo emergere del paziente come soggetto attivo nella relazione di cura e alla sua responsabilizzazione attraverso le politiche sanitarie in materia di prevenzione. La ricerca in corso ambisce a valutare in che modo la formazione degli operatori della sanità (e parallelamente, la loro identità professionale) è mutata, dalla fine del XX secolo ad oggi, e sta mutando in rapporto alle nuove esigenze del campo sociale: quali sono stati i valori che hanno imposto un ripensamento della formazione dei medici; come è cambiato il concetto di “competenza” e di “professionalità” in ambito sanitario; quali sono gli attori (università, associazioni e ordini professionali, etc.) preposti allo studio e alla messa in atto di un percorso formativo adeguato per i professionisti della salute; quali le strategie sinora sperimentate e quali le proposte in campo al momento. Uno studio di caso, in questo ambito, ha riguardato la proposta formativa offerta ai Medici di Medicina Generale in Formazione dell'Emilia Romagna dal centro Luoghi di Prevenzione, relativamente alle competenze trasversali e comunicative che sono oggi richieste ai futuri medici.